Viterbo, la famiglia vive nell’appartamento infestato di via del Pavone e i bambini dormono per terra. Dopo la denuncia e l’interrogazione della consigliera Pd Troncarelli, l’assessora Giliberto spiega cosa ha fatto il Comune e propone un sostegno economico per cambiare casa
Viterbo – Dormono in quattro sopra un tappeto, per terra, dopo aver buttato letti e mobili invasi dai parassiti. È la situazione di una giovane madre e dei suoi tre figli in un appartamento in affitto di via del Pavone, zona San Faustino, nel centro storico di Viterbo.
Il caso è stato denunciato nei giorni scorsi ed è arrivato in consiglio comunale. Ora il Comune risponde: una nuova disinfestazione probabilmente non basterebbe, e la soluzione allo studio è aiutare la famiglia a traslocare.
Una casa invasa dai parassiti
La donna ha 29 anni, è separata e si trova in gravi difficoltà economiche. A maggio ha preso in affitto l’appartamento con un regolare contratto, ma la lingua le rende difficile chiedere aiuto e comunicare con i servizi. I figli hanno uno, otto e dieci anni, e due di loro hanno una disabilità.
A raccontare la vicenda è stata un’amica di famiglia, che aiuta la madre nelle incombenze di tutti i giorni. In casa ci sono cimici da letto, acari e tarli che hanno attaccato ogni mobile.
“I bambini vengono letteralmente massacrati ogni notte”, racconta. A ogni risveglio i piccoli hanno la pelle coperta di gonfiori, arrossamenti ed ematomi causati dalle punture. Per disperazione la madre ha buttato tutti i mobili e i letti.
Secondo il racconto dell’amica, la famiglia è stata allontanata due volte da casa, per tre giorni ciascuna, per permettere due cicli di disinfestazione. Entrambi senza risultati: le cimici sarebbero ricomparse subito. L’amica riferisce anche che, davanti alle continue richieste di aiuto, dai servizi sarebbe arrivata una risposta secca: “fai quello che vuoi”.
Il referto del Santa Rosa
La situazione è stata certificata anche dai medici. Nel verbale del pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa, della Asl di Viterbo, la diagnosi è netta: punture da cimici. Per uno dei bambini è stata stabilita una prognosi di cinque giorni. La terapia prevede antistaminici per bocca e creme al cortisone sulle lesioni, per calmare il prurito e prevenire le infezioni.
Troncarelli: “Il Comune intervenga subito”
Il caso è arrivato a palazzo dei Priori grazie ad Alessandra Troncarelli, consigliera del Partito democratico. “La situazione raccontata non può essere accettata in un Paese e in una città attenta ai diritti e alla sicurezza delle persone, soprattutto dei minori”, ha dichiarato. La consigliera ha chiesto al Comune se fossero già state trovate soluzioni concrete e, in caso contrario, di cercarle subito. Per Troncarelli bisogna capire con urgenza se la famiglia possa davvero restare in quell’appartamento, e serve una presa in carico completa del nucleo familiare.
La versione del Comune
A rispondere è Rosanna Giliberto, assessora alle Politiche sociali. Secondo l’assessora, è stata la donna a segnalare il problema ai servizi sociali, che l’hanno presa in carico. “Ci siamo rapportati con i proprietari di casa e abbiamo fatto da mediatori tra la signora e il locatore”, spiega Giliberto.
Il Comune ha chiesto alla proprietà di disinfestare l’appartamento. Nei giorni dell’intervento, madre e figli sono stati ospitati in un alloggio comunale.
La disinfestazione pagata dalla padrona di casa, però, non ha risolto il problema. Il Comune ha fatto una segnalazione alla Asl e la donna, vedendo che la situazione non cambiava, si è rivolta di nuovo ai servizi sociali. La ricostruzione dell’amministrazione è quindi diversa da quella dell’amica, secondo cui i servizi avrebbero lasciato la madre sola.
L’ipotesi del trasloco
Nei prossimi giorni la donna avrà un nuovo appuntamento al segretariato sociale. “Un’altra disinfestazione potrebbe non andare a buon fine, perché il problema, come ci hanno detto i tecnici, è strutturale, non riguarda solo i mobili”, spiega l’assessora. La strada che il Comune sta valutando è un’altra: sostenere economicamente la madre perché possa traslocare e garantire ai tre bambini una casa sana.
Giliberto respinge l’idea di un disinteresse verso la famiglia. “Questo noi lo facciamo con tantissime persone, il nostro lavoro è sempre questo con tutti”, sottolinea. “Una volta che prendiamo in carico un caso, non lo abbandoniamo fino a quando non si è concluso”.

