Una pattuglia e la caserma dei carabinieri di Sora
Dopo la denuncia del noto imprenditore edile, i Carabinieri blindano i risparmi della coppia di ricattatori in 11 istituti di credito. Per i due coniugi scatta il divieto di dimora nel frusinate
Secondo l’accusa, per l’imprenditore è iniziato un vero e proprio inferno quotidiano. La coppia lo tempestava di messaggi spaventosi: minacce di morte, violenze fisiche e persino lo spettro di essere rapito. Sotto questo peso psicologico enorme, la vittima ha ceduto. Per pagare i due quarantenni, l’imprenditore ha dovuto fare di tutto: prelievi continui in banca, bonifici, richieste di prestiti e, alla fine, è stato persino costretto a svendere i suoi beni personali e quelli della sua azienda.
Dopo mesi di accertamenti, il Giudice per le Indagini Preliminari ha firmato i provvedimenti. I Carabinieri di Sora, aiutati dal Nucleo Investigativo di Frosinone, si sono messi sulle tracce dei coniugi e li hanno scovati a Pescasseroli, in provincia dell’Aquila. Dopo averli portati in caserma, i militari hanno perquisito le case a loro disposizione, sequestrando telefonini, computer e carte utili a capire se ci siano altri complici.
Nel frattempo, le autorità hanno individuato e bloccato i conti correnti della coppia presso ben 11 banche diverse, così da recuperare i 110mila euro estorti. Le indagini sono ancora nella fase preliminare: come previsto dalla legge, i due indagati avranno modo di difendersi e sono da considerare innocenti fino a una eventuale condanna definitiva.

