PORTO ERCOLE – Caravaggio torna nel luogo che custodisce il mistero dei suoi ultimi giorni di vita. E’in questo borgo marinaro che Michelangelo Merisi, questo il suo vero nome, morì nel 1610, dopo un viaggio estenuante, in fuga da Roma, e con la speranza di recuperare alcuni suoi dipinti.
Il borgo ospiterà dal 27 settembre al 25 ottobre una versione di “Ragazzo morso da un ramarro” proveniente da una collezione privata romana.
La Chiesa di Sant’Erasmo, incastonata nel cuore del Borgo Antico di Porto Ercole, aprirà le sue porte all’esposizione del capolavoro di Caravaggio. La cura scientifica dell’evento è affidata a Pierluigi Carofano, storico dell’arte ed esperto di pittura caravaggesca. L’iniziativa assume un significato simbolico profondo, riportando l’opera di Caravaggio proprio nel luogo indissolubilmente legato agli ultimi momenti della vita dell’artista.
Il quadro in mostra, un olio su tela di 65,5 per 50 centimetri, fu concepito durante i primi anni del soggiorno romano del pittore, intorno al 1595. Esaminata direttamente da Roberto Longhi nel 1958, il quale si offrì di acquistarla e riconobbe la mano del maestro, la versione esposta presenta caratteristiche tecniche ed esecutive in perfetta linea con le prove giovanili di Caravaggio, come la preparazione bruna, l’uso dello strato preparatorio a risparmio e sottili pentimenti visibili nelle dita della mano sinistra. Rispetto alle altre versioni note conservate a Londra e Firenze, la redazione romana si distingue per dettagli unici, tra cui la presenza visibile di lacrime di dolore sulla palpebra inferiore dell’occhio destro del ragazzo, il colore marrone del ramarro e le specifiche sfumature cromatiche della rosa, elementi che hanno portato studiosi come Sergio Rossi e Emilio Negro a considerarla il probabile prototipo autografo dell’intera composizione.
L’evento è organizzato dall’Associazione MetaMorfosi insieme alla Fondazione Guglielmo Giordano, con il patrocinio del Comune di Monte Argentario.
L’esposizione, ad ingresso gratuito, è realizzata grazie al fondamentale contributo della Marina di Cala Galera e di Listone Giordano. Un ringraziamento speciale per la disponibilità e la collaborazione va alla Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, al Vescovo Mons. Bernardino Giordano e al parroco Don Adorno Della Monaca della Parrocchia di Sant’Erasmo e San Paolo della Croce.
L’allestimento offre ai visitatori un’esperienza intima e suggestiva, mettendo in dialogo l’architettura sacra del borgo antico con la forza rivoluzionaria della pittura caravaggesca.


