Tutto è partito da un attento lavoro di monitoraggio del web e di analisi delle fonti aperte, che ha permesso agli investigatori di individuare un profilo sospetto sul social network
ROMA – La Guardia di Finanza di Roma ha inferto un duro colpo al fiorente mercato della contraffazione online, smantellando un vero e proprio magazzino clandestino nascosto nell’area dei Castelli Romani. L’operazione, condotta dai militari del Comando Provinciale nell’ambito delle attività a tutela della proprietà intellettuale, si è conclusa con l’ingente sequestro di oltre 1.200 capi di abbigliamento e accessori di alta moda e con la denuncia a piede libero di una persona.
Tutto è partito da un attento lavoro di monitoraggio del web e di analisi delle fonti aperte, che ha permesso agli investigatori di individuare un profilo sospetto e particolarmente attivo sul social network TikTok. Attraverso questo account, il responsabile pubblicizzava con cadenza quotidiana la vendita di prodotti recanti i loghi sapientemente contraffatti di alcune delle più prestigiose e note griffe internazionali del lusso, tra cui Gucci, Chanel, Hermès e Loro Piana, attirando un’ampia platea di potenziali clienti.
Gli sviluppi investigativi e i minuziosi accertamenti informatici hanno successivamente guidato le Fiamme Gialle fino all’abitazione del titolare dell’account, dove è scattata una perquisizione mirata. All’interno dei locali, i finanzieri si sono trovati di fronte a un centro di stoccaggio perfettamente organizzato, con centinaia di articoli falsificati già pronti per essere commercializzati e spediti agli acquirenti.
Oltre alla merce illecita, sono finiti sotto sequestro penale anche i materiali utilizzati per il confezionamento, finti certificati di autenticità ideati per ingannare i compratori, documentazione contabile mendace, volantini pubblicitari e i dispositivi elettronici impiegati per gestire e alimentare le vendite online. Il responsabile è stato deferito alla Procura della Repubblica e dovrà ora rispondere dell’ipotesi di reato di introduzione e commercio di prodotti falsi, fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile.
Questo intervento testimonia la costante attenzione della Guardia di Finanza nel contrastare i canali di approvvigionamento del mercato illegale, una piaga che altera le regole della leale concorrenza, danneggia gravemente la filiera produttiva regolare e trae in inganno i consumatori sulla reale provenienza e qualità dei beni acquistati.

