Tra i simboli di questa falsa partenza anche la storica sede di via della Verità del Liceo Scientifico “Paolo Ruffini”, ancora bloccata in un cantiere interminabile
VITERBO – La campanella è tornata a suonare nel Viterbese, ma per i ragazzi il ritorno sui banchi ha tutto il sapore di un amaro dejà-vu. L’inizio del nuovo anno scolastico porta con sé, irrisolte, le stesse identiche criticità lasciate in sospeso lo scorso giugno: un mix esplosivo fatto di inagibilità, lavori edili mai terminati e il peso sempre più asfissiante del caro libri e dei trasporti sulle spalle delle famiglie.
Il simbolo di questa falsa partenza è senza dubbio la storica sede di via della Verità del Liceo Scientifico “Paolo Ruffini”, che resta ancora oggi inaccessibile, a testimonianza di come l’emergenza edilizia sia tutt’altro che superata. A dare voce al malcontento generale è Lorenzo Colonna, segretario provinciale della Rete degli Studenti Medi di Viterbo, che lancia un duro atto d’accusa: “Le famiglie sopportano costi insostenibili e gli studenti tornano in plessi con cantieri inconclusi”.
Il sindacato studentesco ha deciso di passare al contrattacco, puntando il dito contro l’ente preposto. Alla Provincia si chiede a gran voce maggiore trasparenza sullo stato di salute degli edifici e, soprattutto, la garanzia formale di “un cronoprogramma certo per la consegna degli spazi”. Per i rappresentanti degli allievi, il diritto a studiare in aule sicure, accessibili ed efficienti deve tornare a essere una priorità assoluta, specialmente di fronte ai gravi disagi quotidiani legati alla scarsa vivibilità degli ambienti e alle alte temperature.
Per accendere i riflettori su questa situazione ormai al limite, la Rete degli Studenti Medi ha messo in campo una serie di iniziative di protesta mirate. Tra queste spiccano la distribuzione di ventagli fuori dai cancelli per contrastare l’afa in classe e una massiccia raccolta firme, mosse preparatorie per esigere un tavolo di confronto urgente con l’amministrazione provinciale. L’obiettivo è chiaro: ottenere risposte concrete e scadenze definitive, perché il rientro in classe non può e non deve coincidere con la solita, interminabile corsa a ostacoli.

