La mappa basata sui dati del ministero: nella Tuscia 14 plessi su 280 oltre la soglia prevista dal nuovo decreto. La provincia resta nella parte bassa della classifica nazionale, ma i casi limite si concentrano nel capoluogo
VITERBO – All’infanzia del centro storico più di tre alunni su quattro hanno cittadinanza straniera: il 76,4%.
È il dato più alto della provincia e fotografa una realtà che, in alcune scuole del Viterbese, è già lontana dal nuovo tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe. Il limite è previsto dal decreto legge atteso oggi in Consiglio dei ministri.
Dietro l’infanzia del centro storico, nel capoluogo, ci sono:
- la primaria De Amicis, al 66,3%;
- la media Tecchi, al 45,2%;
- l’infanzia del Pilastro, al 43,8%.
Fuori Viterbo superano la soglia, tra le altre, l’infanzia di Orte Scalo e la primaria di via Gramsci a Civita Castellana.
I numeri della Tuscia
La mappa pubblicata dal Post sui dati del ministero dell’Istruzione e del Merito (anno scolastico 2024-2025) conta nella Tuscia 14 scuole su 280 oltre il 30%, pari al 5%. Il fenomeno è molto concentrato: i 14 plessi si trovano in appena cinque comuni. Il capoluogo da solo ne conta 6 su 60.
Sulla carta queste scuole sarebbero “fuori legge”, ma il governo ha chiarito che il provvedimento varrà solo per i nuovi arrivi. Il ministro Giuseppe Valditara ha precisato inoltre che il criterio sarà esclusivamente linguistico: conterà cioè chi non parla italiano, non la cittadinanza. “Chi dice il contrario mente sapendo di mentire”, ha aggiunto.
Il confronto con il resto d’Italia
Nel complesso, Viterbo è lontana dalle situazioni più critiche. La provincia è 61ª su 104, molto distante da Prato (41,7%), Mantova (30,9%) e Imperia (27,1%). A livello nazionale le scuole oltre la soglia sono 4.664 su 52.392, l’8,9%, e gli studenti con cittadinanza non italiana sono circa 911 mila, l’11,8% del totale.
Nel Lazio la media è del 7,2%. Solo Roma la supera, con 262 scuole su 2.922 (9%). Latina (5,6%) e Rieti (5,5%) sono appena sopra Viterbo, mentre Frosinone, con 3 scuole su 539, è quasi a zero.

