Il senatore di Forza Italia porta a casa un risultato inseguito da anni. Con il fedelissimo gaetano nel “parlamentino” dei porti laziali, gli equilibri attorno al presidente Latrofa cambiano
CIVITAVECCHI – Stavolta la porta giusta era quella della Regione.
Il presidente Francesco Rocca ha firmato il decreto con cui designa Damiano Magliozzi, imprenditore di Gaeta, come componente della Regione Lazio nel Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, l’ente che governa i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
L’atto è stato predisposto dalla Direzione regionale Urbanistica e Politiche del Mare con l’istruttoria chiusa il 23 settembre ed è destinato alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale. Dietro la nomina c’è un nome che nel sud pontino non ha bisogno di presentazioni: il senatore Claudio Fazzone.
Il posto lasciato libero da Pineschi
Il seggio regionale era occupato dall’ingegner Giorgio Pineschi, dirigente dell’Area Autorità Idraulica della Regione, designato con decreto del 23 dicembre 2025 per il quadriennio 2025-2029. Un profilo tecnico, interno all’amministrazione.
A luglio, con una nota del 15 luglio 2026, Pineschi ha rinunciato all’incarico per motivi personali. Nel decreto si legge che è stato lo stesso presidente Rocca, con una propria nota, a indicare Magliozzi come sostituto. Gli uffici hanno poi svolto le verifiche su inconferibilità e incompatibilità: casellario giudiziale, carichi pendenti, Corte dei Conti, INPS e visura camerale. Un passaggio non scontato, perché Magliozzi ha dovuto documentare di aver lasciato il 21 agosto scorso un incarico in un ente di diritto privato. La Regione ha concluso che non c’erano cause ostative, anche alla luce di un parere ANAC dell’ottobre 2024 sui presidenti di enti privati senza deleghe gestionali. L’incarico è a titolo gratuito per la Regione e durerà fino alla scadenza del Comitato.
Un’operazione che parte da lontano
Per Fazzone è la chiusura di una partita aperta da tempo. Già nel 2020 il nome di Magliozzi era circolato per il Comitato, allora attraverso la designazione del Comune di Civitavecchia: la stampa locale lo descriveva come imprenditore ittico di Gaeta sostenuto da Forza Italia e in particolare dal coordinatore regionale Fazzone. Lo stesso Magliozzi ammise pubblicamente che era stato il senatore a convincerlo a candidarsi. Quel tentativo non andò in porto. Sei anni dopo l’obiettivo è stato raggiunto passando per la Regione.
Il profilo del nuovo componente racconta molto del radicamento fazzoniano a Gaeta. Magliozzi è attivo nell’itticoltura, nell’acquacoltura e nella ristorazione di mare, ha guidato la squadra di calcio cittadina e appartiene a una famiglia di Forza Italia: il fratello Massimo è stato sindaco di Gaeta dal 2002 al 2006. Per il sud pontino, che da anni lamenta di contare poco in un’Autorità portuale sbilanciata su Civitavecchia, significa avere per la prima volta una voce diretta nella stanza dei bottoni.
I numeri del Comitato: Latrofa non ha più mani libere
Il peso politico della designazione si capisce guardando la composizione del Comitato. Per legge il presidente dell’AdSP lo presiede e il suo voto prevale in caso di parità. Oltre a lui siedono il direttore marittimo e tre componenti designati dal territorio. Gli altri due sono espressione di amministrazioni di centrosinistra: Sergio Cozzi per la Città Metropolitana di Roma Capitale ed Emiliano Scotti per il Comune di Civitavecchia.
Finora il terzo seggio, quello regionale, era affidato a un dirigente della macchina amministrativa, un profilo che difficilmente avrebbe creato problemi al presidente Raffaele Latrofa. Ora quel posto va a un uomo con un preciso riferimento politico. Se Cozzi e Scotti votano insieme, il voto di Magliozzi decide l’esito: con lui, il presidente arriva alla parità e la supera grazie al voto prevalente; senza di lui, rischia di finire in minoranza. In pratica ogni delibera importante, dai bilanci alle concessioni fino alla pianificazione strategica, dovrà tenere conto anche delle indicazioni che arrivano da Gaeta e da Forza Italia.
Cosa cambia
Resta da vedere come Magliozzi interpreterà il ruolo. Le norme richiedono competenza e indipendenza, e il decreto ricorda che eventuali cause di inconferibilità accertate in seguito porterebbero alla decadenza automatica dall’incarico. Il messaggio politico, però, è già chiaro. Fazzone ha ora un proprio uomo dentro l’organo che decide sul futuro dei porti del Lazio, e Gaeta non potrà più essere trattata come una periferia del sistema. Per Latrofa si apre una fase in cui la regia delle decisioni andrà costruita anche con un interlocutore in più, e con un senatore che ha dimostrato di saper aspettare.

