Salvata con una complessa strategia medica e riabilitativa al Gaslini di Genova
TRENTO – A cinque anni ha rischiato di perdere la vita. Lo scorso giugno una bambina era stata coinvolta in un violento scontro frontale sulla statale di Mollaro, in Val di Non: era in macchina con la famiglia ed erano appena partiti per le vacanze. Giunta in ospedale con un quadro clinico che si è aggravato nel giro di poche ore, fino a quando ha perso il controllo di gambe e braccia.
Da qui il trasferimento all’istituto Gaslini di Genova con una tetraparesi che aveva compromesso quasi del tutto il movimento degli arti, la causa, la frattura altamente della seconda vertebra cervicale e una grave lesione del midollo spinale.
“Una situazione estremamente grave: non era in gioco soltanto la possibilità di recuperare il movimento, ma la vita stessa della bambina”, racconta Gianluca Piatelli, direttore della neurochirurgia dell’Istituto.
Dopo un intervento chirurgico di stabilizzazione della colonna con innesti ossei estesi fino alla base del cranio,
a rendere possibile il ritorno alla vita quotidiana è stato il programma riabilitativo intensivo e multidisciplinare.
Nel corso della degenza la bambina ha riacquistato il cammino autonomo e recuperato progressivamente la funzionalità degli arti superiori, fino a poter riprendere le proprie autonomie quotidiane.
Oggi, dopo tre mesi di cure, la piccola è tronata a casa, cammina di nuovo da sola e ha recuperato quasi completamente l’uso delle braccia.

