Il presidente dell’Associazione Civitavecchia 2000 interviene dopo le dichiarazioni di Pietro Tidei: «La semestrale richiede risposte e non deve essere minimizzata. Allo stesso tempo, debiti, risultati e responsabilità devono essere collocati nella loro corretta dimensione contabile e temporale. Gli atti documentano difficoltà finanziarie di CSP già dal 2019»
Civitavecchia – (riceviamo e pubblichiamo) Ho letto con attenzione l’intervento di Pietro Tidei sulla situazione di Civitavecchia Servizi Pubblici. Su una materia tanto delicata, che coinvolge servizi essenziali, risorse pubbliche e centinaia di lavoratori con le loro famiglie, ritengo che il confronto debba partire innanzitutto dai documenti.
Non intendo minimizzare quanto emerso nel 2026. Secondo quanto riportato dalla stampa locale sulla base della relazione del Controllo Analogo relativa al primo semestre 2026, al 30 giugno CSP avrebbe registrato una perdita di 411.376 euro, rispetto ai 24.458 euro negativi previsti dal Piano. Nella stessa ricostruzione vengono indicate passività correnti per circa 8,4 milioni e un attivo corrente di circa 4,139 milioni. Si tratta di dati che richiedono approfondimento sulla base della documentazione semestrale completa.
Ma riconoscere questa criticità non significa far iniziare la storia economico-finanziaria di CSP nel 2026.
La Relazione sulla gestione al bilancio 2025 della stessa società ricorda infatti che, con deliberazione del Consiglio comunale n. 154 del 17 dicembre 2019, il Comune prese formalmente atto della “grave crisi finanziaria” in cui versava Civitavecchia Servizi Pubblici e chiese alla società la presentazione di un Piano di ristrutturazione. Nel 2020 furono quindi adottate le linee di indirizzo e, nell’agosto dello stesso anno, il CdA approvò il Piano successivamente oggetto della deliberazione consiliare n. 78 del 30 ottobre 2020.
È un passaggio fondamentale perché permette di distinguere le responsabilità attuali dalla genesi delle difficoltà societarie.
L’amministrazione oggi in carica deve naturalmente rispondere delle decisioni assunte durante il proprio mandato e dei risultati che ne conseguiranno. Gli atti ufficiali, tuttavia, documentano che le criticità finanziarie di CSP erano già formalmente riconosciute diversi anni prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione.
Anche il percorso di ristrutturazione non nasce oggi. La documentazione CSP registra un aggiornamento del Piano nel novembre 2021, un ulteriore aggiornamento nel luglio 2022 e una nuova revisione delle previsioni economico-patrimoniali-finanziarie nel maggio 2023, richiesta dal Collegio sindacale e dal Responsabile del Controllo Analogo.
Anche i risultati del 2025 meritano di essere riportati integralmente.
La Relazione sulla gestione certifica per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 un risultato positivo di 2.273,71 euro, un risultato ante imposte di 91.797,09 euro, un margine operativo lordo di 804.668,66 euro e un patrimonio netto positivo di 624.569,13 euro. La stessa relazione indica inoltre una crescita dei ricavi delle vendite e delle prestazioni del 3,2%, pari a 767.466 euro, rispetto all’esercizio precedente.
Il Bilancio CEE pubblicato direttamente da CSP riporta infatti 24.444.291 euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni nel 2025, rispetto ai 23.676.825 euro del 2024.
Anche i due esercizi precedenti risultano chiusi con un risultato economico positivo: 17.554 euro nel 2023 e 5.571 euro nel 2024. Nel 2025 l’utile è stato di 2.274 euro arrotondato nel bilancio civilistico. Si tratta dunque di tre esercizi consecutivi chiusi con un risultato positivo.
Sono utili certamente contenuti e sarebbe improprio presentarli come prova che ogni problema finanziario sia stato risolto. Utile economico e situazione finanziaria non sono infatti la stessa cosa. Proprio per questo le cifre devono essere lette insieme e riferite alla loro corretta voce contabile.
Al 31 dicembre 2025 il bilancio ufficiale di CSP esponeva debiti complessivi per 6.687.588 euro. All’interno di tale importo, i debiti verso fornitori ammontavano a 3.946.352 euro. Figuravano inoltre debiti verso la controllante per 300.286 euro, debiti tributari per 789.853 euro, debiti previdenziali per 566.206 euro e altri debiti per 1.084.892 euro.
Ed è proprio su questo punto che ritengo necessaria la massima precisione.
Sul dato dei circa 3,9 milioni richiamato nel dibattito pubblico è necessario precisare con esattezza a quale voce contabile e a quale data esso si riferisca. Al 31 dicembre 2025 il bilancio ufficiale di CSP esponeva debiti complessivi per 6.687.588 euro, dei quali 3.946.352 euro verso fornitori. Il dato relativo al 2026 dovrà quindi essere letto sulla base della relativa documentazione semestrale, evitando di sovrapporre grandezze e periodi contabili differenti.
Non si tratta di stabilire se un numero sia grande o piccolo, ma di identificarlo correttamente e riferirlo al periodo cui appartiene.
C’è poi la questione del nuovo Piano di ristrutturazione.
Con deliberazione della Giunta comunale n. 137 del 16 luglio 2025, il Comune formulò gli indirizzi gestionali e strategici per la redazione del nuovo Piano di ristrutturazione aziendale di CSP relativo al periodo 2026-2030. L’atto indica espressamente questa finalità.
La Relazione sulla gestione 2025 di CSP precisa poi che il 1° dicembre 2025 il CdA approvò e trasmise al socio il PdRA 2026-2030 e che il documento fu successivamente oggetto della deliberazione del Consiglio comunale n. 11 del 22 gennaio 2026.
Alla luce dei dati relativi al primo semestre 2026 è quindi legittimo domandarsi se le previsioni contenute nel Piano siano ancora realistiche, quali correzioni siano eventualmente necessarie e quali misure debbano essere adottate.
È però una questione diversa dall’affermare che non esista alcuna programmazione. Il Piano 2026-2030 esiste ed è documentato dagli atti. Ciò che oggi deve essere verificato è la sua tenuta rispetto all’andamento effettivo della società.
Questo, a mio avviso, è uno dei punti centrali.
Cosa ha determinato uno scostamento così significativo nel primo semestre 2026? Quali componenti hanno inciso maggiormente? Quali correttivi verranno adottati e con quali tempi?
Sono domande alle quali la società, il management e l’amministrazione comunale dovranno fornire risposte precise.
Allo stesso tempo, per valutare la situazione bisogna tenere insieme tutti gli elementi: una crisi finanziaria formalmente riconosciuta già nel 2019, un percorso di ristrutturazione avviato nel 2020 e successivamente aggiornato, tre esercizi consecutivi chiusi con risultato economico positivo e, oggi, uno scostamento significativo registrato nel primo semestre 2026.
Anche quando si parla del futuro dei lavoratori occorre particolare responsabilità. Se dalla documentazione tecnica emergono rischi concreti per la continuità aziendale o per i livelli occupazionali, è giusto esaminarli e renderli comprensibili alla città. Le valutazioni politiche e le risultanze tecniche, tuttavia, dovrebbero rimanere chiaramente distinguibili.
Come presidente dell’Associazione Civitavecchia 2000 ritengo che l’interesse della città sia pretendere contemporaneamente trasparenza sui conti, tutela del lavoro, qualità dei servizi e controllo costante sull’attuazione del Piano.
L’amministrazione comunale dovrà rispondere delle proprie scelte e soprattutto dovrà dimostrare, attraverso i prossimi risultati, la capacità di intervenire sulle criticità registrate nel 2026.
Allo stesso tempo, la cronologia ufficiale non può essere ignorata.
Nel 2019 veniva formalmente riconosciuta una grave crisi finanziaria di CSP. Nel 2020 iniziava il percorso di ristrutturazione. Il Piano veniva successivamente aggiornato. Nel 2023, 2024 e 2025 la società chiudeva gli esercizi con risultati economici positivi, pur mantenendo criticità finanziarie. Nel 2025 veniva avviato il nuovo Piano 2026-2030. Nel primo semestre 2026 emerge oggi uno scostamento rilevante rispetto alle previsioni.
Questo è il quadro che emerge dai documenti disponibili.
Perché una società interamente pubblica appartiene alla città e il suo futuro riguarda tutti.
I documenti non appartengono alla maggioranza né all’opposizione. Hanno date, numeri e contenuti verificabili. Ed è da quelli che dovrebbe partire ogni confronto serio sulla Civitavecchia Servizi Pubblici.
Alessandro Scotto
Presidente – Associazione Civitavecchia 2000

