Si accende nuovamente lo scontro tra residenti e amministrazione dopo il taglio agli ultimi parcheggi
VITERBO – “Nessuno sta qui a fare dispetti ai residenti”. È partita da questa rassicurazione, pronunciata dalla sindaca Chiara Frontini in merito al nodo sosta, la dura controffensiva del comitato di quartiere San Pellegrino. Attraverso un articolato sfogo affidato ai propri canali social, i portavoce dei cittadini residenti nel cuore storico di Viterbo hanno sollevato pesanti dubbi sulla reale attenzione dell’amministrazione verso chi vive il centro, denunciando una progressiva espulsione dagli spazi pubblici a vantaggio degli interessi commerciali.
Il primo terreno di scontro è il parcheggio di via delle Caprarecce. I residenti bocciano senza appello le limitazioni imposte in un’area considerata marginale e regolarmente protetta da Ztl, dove il traffico è pressoché nullo e non si sono mai registrati problemi di viabilità. “Paradossalmente – denunciano via social – vi si consente la sosta a tutti quelli che, privi di permesso, entrano in un luogo interdetto, ma inspiegabilmente non si può creare un parcheggio riservato a noi”. Un trattamento che il comitato giudica discriminatorio, facendo notare come in altri settori del centro, da Pianoscarano a San Faustino fino alla Crocetta, esistano da tempo stalli esclusivi per chi ci abita, spesso tollerati anche in assenza di rigide conformità normative.
Ma la questione viabilità è solo la punta dell’iceberg. Nel lungo post, il comitato San Pellegrino lamenta una serie di “piccoli segnali” che alimenterebbero il sospetto di essere considerati un intralcio per le attività private. L’estate appena trascorsa ha infatti esacerbato gli animi a causa dell’impossibilità di fruire liberamente delle piazze cittadine senza dover necessariamente mettere mano al portafogli.
Il cahier de doléances social elenca episodi specifici e mirati: cittadini redarguiti per essersi riposati alle dieci del mattino sulle sedie dei ristoranti (sollevando il dubbio sulla liceità di mantenere gli arredi all’aperto fuori dall’orario di esercizio) e, ancor più grave, residenti allontanati dal muretto pubblico all’ombra in piazza della Morte per non “recare disturbo ai clienti” dei locali limitrofi.
Un’alienazione del bene comune che si riflette pesantemente sull’arredo urbano. Il comitato si interroga sull’assenza di panchine libere a piazza del Gesù, domandandosi se sia rimasto uno spazio per chi vuole semplicemente godere della bellezza del luogo senza pagare una consumazione al bar. L’ultimo affondo riguarda il mistero di piazza San Carluccio: i grossi sassi un tempo utilizzati come caratteristiche sedute sono spariti per tutta la stagione estiva. “A chi volesse prendere una boccata d’aria – conclude amaramente il comitato – sono rimaste due sole misere panchine in un angoletto della piazza, quasi come in castigo”.

