Proseguono gli accorati appelli dei residenti mentre la zona, a ridosso del centro storico, è ormai un luogo senza regole e ai limiti della civiltà
VITERBO – Non si placa l’emergenza sicurezza in viale Trento. A riaccendere i riflettori su una delle arterie più discusse di Viterbo è il comitato cittadino di quartiere, che boccia senza appello l’attuale gestione dell’ordine pubblico, giudicata inefficace, e annuncia una formale mobilitazione fino ai vertici romani. Al centro della dura protesta c’è il presidio fisso delle forze dell’ordine, definito apertamente dai residenti come “l’ennesima presa in giro”.
“Sì, è vero: il presidio è presente. Ma, nei fatti, la situazione non cambia”, attacca Massimo D’Alessio a nome del Comitato cittadino Viale Trento. La critica mossa dagli abitanti si concentra sulle modalità puramente operative dello stazionamento: “Il furgone della polizia è parcheggiato al centro del viale, mentre gli agenti si trovano prevalentemente sul lato coperto. Da quella posizione diventa inevitabilmente difficile avere una visione costante di ciò che accade davanti al bar, davanti all’Accademia e negli altri punti”. Una postazione che, secondo il comitato, permette ai frequentatori abituali di continuare “a fare i propri comodi”, mentre “il degrado avanza giorno dopo giorno”.
L’esasperazione di chi vive e lavora nella zona nasce da un deterioramento denunciato ormai da anni. Dalla fondazione del comitato, risalente al 2022, le rassicurazioni politiche e istituzionali si sono moltiplicate, ma il bilancio tracciato dai cittadini resta amaro: “Il cambiamento c’è stato. Ma, dal nostro punto di vista, è stato un peggioramento”. Per D’Alessio è inaccettabile continuare a vivere di interventi temporanei o di reazioni a scoppio ritardato: “Non si può intervenire soltanto quando accade qualcosa di grave. Non si possono chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati. La sicurezza e la vivibilità di una strada si garantiscono prima, con prevenzione, controllo del territorio, rispetto delle regole e interventi continuativi”.
Di fronte a un quadro di progressivo abbandono, residenti e commercianti non arretrano. L’intenzione è quella di difendere strenuamente le attività economiche e il diritto di vivere il quartiere, ma per farlo pretendono ora chiarezza assoluta dalle massime cariche provinciali. “Ci piacerebbe ricevere una risposta pubblica da parte del prefetto e del questore di Viterbo”, incalza il portavoce del comitato. “Fino ad oggi il confronto su viale Trento è rimasto prevalentemente all’interno delle mura istituzionali. Crediamo sia arrivato il momento che Viterbo e i viterbesi sappiano cosa sta accadendo”.
La vertenza è perciò destinata a varcare i confini della Tuscia. Il comitato ha infatti annunciato il passaggio all’azione su scala nazionale, pianificando di portare la questione “all’attenzione del governo e del ministero dell’Interno, accompagnando la richiesta con la raccolta firme che abbiamo avviato già da mesi”. L’obiettivo della comunità non è ottenere corsie preferenziali, ma il semplice ripristino del decoro. “Chiediamo semplicemente che le regole valgano per tutti”, conclude D’Alessio, lanciando un ultimo e lapidario messaggio alle istituzioni preposte: “Un presidio non può essere soltanto una presenza visibile. Deve produrre un cambiamento percepibile. E, ad oggi, quel cambiamento noi non lo vediamo”.

