Siringhe, risse e minacce: «Viale Trento è fuori controllo, vogliamo sicurezza adesso»

Controlli Viale Trento

I residenti tuonano ancora sulle innumerevoli mancate promesse di riqualificazione e messa in sicurezza di un’area che per molti cittadini è diventata “come il Bronx”

VITERBO – «Fino a quando noi cittadini dovremo vivere così?». È la domanda che il Comitato cittadino per la sicurezza e la riqualificazione di Viterbo rivolge alle istituzioni, denunciando una situazione che definisce «ormai fuori controllo» in viale Trento. Un grido d’allarme accompagnato da fotografie e da un lungo elenco di episodi che, secondo il comitato, testimoniano un degrado quotidiano fatto di sporcizia, bivacchi, siringhe abbandonate, minacce e violenza.

«Siamo cittadini che pagano regolarmente le tasse. Siamo titolari di attività che cercano con fatica di andare avanti, investendo sul territorio e rispettando le regole. Eppure ci chiediamo ogni giorno se sia possibile essere costretti a vivere in questo stato di totale degrado e insicurezza», scrivono.

La denuncia entra poi nel dettaglio. «Non parliamo di percezioni, ma di fatti visibili a chiunque passi per le nostre strade», sottolinea il comitato, indicando la presenza di «siringhe usate abbandonate sull’asfalto», considerate il «chiaro segnale del livello di tossicodipendenza che gravita nella zona».

Non meno pesante il quadro descritto sul fronte igienico. «La strada viene costantemente utilizzata come una vera e propria latrina a cielo aperto», affermano i residenti, parlando di «odori nauseabondi e sporcizia» e lamentando che «nessuno si preoccupa minimamente di igienizzare o disinfettare l’area per tutelare la salute pubblica».

Secondo il comitato, lungo la via sarebbero frequenti anche persone «palesemente alterate o accasciate sui marciapiedi», mentre aree verdi e spartitraffico sarebbero diventati «zone di bivacco a cielo aperto», con persone che «occupano i passaggi pedonali costringendo chi cammina a scendere in strada». Tra gli episodi segnalati anche «l’installazione di amache private agganciate alle recinzioni pubbliche, come se lo spazio collettivo fosse un campeggio privato».

La denuncia prosegue parlando di «assembramenti continui», consumo di alcol sulle panchine e di un clima di «costante tensione e soggezione» per residenti e commercianti. Vengono inoltre segnalati «fioriere distrutte, terra rovesciata, piante sradicate, bottiglie di birra lasciate davanti alle vetrine», oltre a «scatoloni, carrelli della spesa e sacchi dell’immondizia accumulati sui marciapiedi».

Ma è quanto accaduto nelle ultime ore che, secondo il comitato, rappresenterebbe «la goccia che fa traboccare il vaso». «Ieri sera, intorno alle 23, un individuo ha rivolto pesanti minacce verbali direttamente contro il titolare di un’attività della via», si legge nella nota. Poco dopo, sempre secondo quanto denunciato, «si è consumata l’ennesima rissa sotto le finestre delle nostre case e davanti alle nostre vetrine».

«Non è più solo una questione di decoro o di estetica, è una questione di sicurezza pubblica. Abbiamo paura a uscire di casa la sera, abbiamo paura ad accogliere i clienti nei nostri negozi», affermano i firmatari.

Da qui l’appello rivolto alle istituzioni. «Vogliamo sapere, chiaramente e senza giri di parole, come si intende procedere. Siamo stanchi delle promesse, dei tavoli tecnici e delle parole di circostanza». La richiesta è quella di «interventi immediati, presidi fissi, pulizie straordinarie di sanificazione e un controllo reale del territorio».

«Non domani, non tra un mese. Adesso. Servono i fatti concreti», conclude il Comitato cittadino per la sicurezza e la riqualificazione di Viterbo.