L’operazione, resa nota in questi ultimi giorni, è stata un successo grazie al fondamentale lavoro della polizia scientifica
VITERBO – Una svolta investigativa rapida e decisiva ha permesso di chiudere il cerchio sul vile raggiro consumato ai danni di una donna di 89 anni nella sua abitazione di via Primo Maggio, a Viterbo. A fare la differenza nelle indagini, consentendo di dare un nome e un volto al malvivente, è stato il lavoro millimetrico e tempestivo della Polizia Scientifica, i cui rilievi hanno blindato il quadro probatorio portando all’identificazione certa dell’autore del colpo.
Il copione andato in scena tra le mura domestiche dell’anziana è quello, tristemente noto, del finto appartenente alle forze dell’ordine. L’uomo era riuscito a farsi aprire la porta e a intrufolarsi nell’appartamento presentandosi come collaboratore di un inesistente maresciallo dei Carabinieri, approfittando della buona fede e della vulnerabilità della donna per portare a termine la truffa.
Scattato l’allarme subito dopo la fuga dell’impostore, la macchina investigativa si è messa immediatamente in moto. La chiave di volta dell’intera operazione è coincisa proprio con l’intervento sul posto degli specialisti della Polizia Scientifica: gli operatori hanno isolato la scena e setacciato ogni superficie della casa alla ricerca di elementi utili, riuscendo a repertare nitide impronte digitali e tracce biologiche lasciate dall’uomo durante i concitati momenti del raggiro.
L’analisi dattiloscopica, sviluppata in stretta sinergia con gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Viterbo, ha fatto il resto, consentendo di incrociare i riscontri tecnici e inchiodare inequivocabilmente il responsabile alle proprie responsabilità.
L’operazione ha messo in luce non soltanto l’altissimo profilo tecnico e l’intuito investigativo degli uomini della Scientifica, ma anche la particolare attenzione rivolta alla gestione del caso. Un plauso all’intervento è giunto anche dagli ambienti sindacali della Polizia di Stato, con la segreteria provinciale del Sap di Viterbo che ha inteso rimarcare la straordinaria sensibilità, la delicatezza e l’umanità con cui gli agenti hanno saputo approcciarsi all’anziana vittima e ai suoi cari, fornendo loro supporto e vicinanza in un momento di profondo trauma emotivo e fragilità.

