Si uccise a Fiano Romano, dopo anni passati alla corte della famiglia Orsini a Monterotondo
Nel 1528 Bellezza Orsini viene accusata di stregoneria e processata nella Rocca di Fiano Romano. La sua fama era legata alle pratiche con le erbe, indicate come “malefici”. Inizialmente cerca di difendere il proprio sapere e le proprie pratiche, ma la tortura la conduce alla confessione. Il processo si concluderà con un tragico epilogo.
Bellezza Orsini (nata intorno al 1475-1480 a Collevecchio in Sabina e morta a Fiano Romano nel 1528) è stata una guaritrice, cuoca e servitrice della nobile famiglia Orsini a Monterotondo. Figlia naturale del nobile Pietro Angelo Orsini, sapeva leggere e scrivere—una rara abilità per una donna dell’epoca—e possedeva ampie conoscenze di erboristeria e rimedi naturali che la portarono all’arresto.
Sottoposta a severi interrogatori e torture fisiche, per evitare l’esecuzione sul rogo, si tolse la vita in carcere nel 1528 conficcandosi un chiodo in gola.
La sua vicenda è documentata attraverso il materiale presente all’Archivio di Stato di Roma.
Tra le carte del processo si conserva il quaderno autografo di Bellezza, scritto durante la prigionia. Il documento contiene il racconto della sua vita e una confessione ottenuta sotto tortura ed è considerato dall’Archivio di Stato di Roma uno dei pochi documenti autografi di questo tipo conservati nelle carte giudiziarie.
Le conoscenze legate alle erbe e alle pratiche guaritrici diventano così parte di un sistema di accuse nel quale ciò che una donna sa e pratica può essere trasformato in sospetto. Il quaderno diventa il punto di partenza per guardare alle condizioni in cui una testimonianza viene raccolta, sottoposta alla pressione del potere e trasformata in confessione.
È a partire da queste fonti che Adriano Evangelisti costruisce la riscrittura teatrale e porta in scena dal 15 al 18 ottobre al Teatro Le Maschere di Roma “Bellezza Orsini”, spettacolo interpretato da Maria Cristina Gionta. La regia non cerca di stabilire se Bellezza fosse realmente una “strega” né se le sue confessioni fossero state rese per cercare di evitare la condanna al rogo. Porta in scena frammenti della sua vita, le pratiche erboristiche, le dicerie, la prigionia e la tortura, mettendo al centro il rapporto tra conoscenza e dubbio.
Bellezza Orsini apre l’edizione 2026 di Amori Rubati, progetto culturale diretto da Federica Di Martino che dal 2021 intreccia formazione, incontri e spettacoli sul tema della violenza di genere, coinvolgendo artisti, autori, istituzioni e associazioni. In collaborazione con il Teatro di Documenti, il progetto propone nella settimana di novembre dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne uno spettacolo preceduto da incontri con avvocate, scrittrici e giornaliste.

