I giovani della minicar nera: interrogati nella notte, hanno ammesso tutto. Sequestrato il mezzo usato nelle aggressioni del 4 e 5 ottobre, trovato parcheggiato a Testaccio. Decisivo il lavoro della Cyber Investigation e del Ris dei carabinieri. Per il pestaggio dell’attore Davide Iacopini, ancora in prognosi riservata, la Procura indaga per tentato omicidio
ROMA – Svolta nella notte. Dopo giorni di paura e indagini serrate, la minicar nera che ha seminato il panico a Monteverde è stata trovata e sequestrata. I due giovani ritenuti a bordo durante le aggressioni sono stati denunciati e, sentiti in caserma dal pubblico ministero, hanno ammesso i fatti.
L’operazione nella notte
A mettere fine alla fuga sono stati i carabinieri della Compagnia di Roma San Pietro insieme agli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, coordinati dalla Procura di Roma. Il mezzo sequestrato corrisponde per caratteristiche e aspetto a quello utilizzato negli episodi del 4 e 5 ottobre, compreso quello che avrebbe causato il grave ferimento dell’attore Davide Iacopini.
I due denunciati sono considerati gravemente indiziati di essere stati a bordo durante i raid: uno come conducente, l’altro come passeggero. Secondo quanto riporta Il Messaggero, chi guidava è nato nel 2009, l’altro nel 2010, ed è quest’ultimo ad avere la posizione più pesante.
Telecamere, Ris e un adesivo
Dietro la svolta c’è un lavoro investigativo meticoloso, condotto con il supporto delle sezioni “Cyber Investigation” e “Rilievi Tecnico Scientifici” del Nucleo Investigativo dei carabinieri e del Ris di Roma. Gli investigatori hanno raccolto gravi elementi indiziari che indicano proprio in quella minicar il mezzo usato per le sei aggressioni.
A fare la differenza è stato un adesivo rosso attaccato alla macchinetta, notato analizzando le immagini delle telecamere della zona. Un dettaglio che ha condotto gli investigatori fino al veicolo, parcheggiato a Testaccio.
Iacopini lotta per la vita
Resta gravissimo l’attore Davide Iacopini, ricoverato in prognosi riservata nella Terapia intensiva del San Camillo. Per la sua aggressione la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per tentato omicidio.
Come ricordano gli stessi carabinieri, gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

