È pesantissimo il bilancio tracciato dai militari al termine delle operazioni: oltre 54.600 articoli tolti dal mercato, lavoratori in nero e sanzioni amministrative che rischiano di superare il tetto dei 122mila euro
CIVITAVECCHIA – Giro di vite della Guardia di Finanza sulle attività commerciali del litorale a nord di Roma. Un imponente piano di controlli economico-finanziari, disposto dal Comando Provinciale della Capitale, ha passato al setaccio gli esercizi di vicinato del territorio, concentrando l’attenzione in particolar modo su Civitavecchia. Su un totale di 18 ispezioni condotte dalle Fiamme Gialle locali, ben dieci hanno infatti riguardato i minimarket cittadini, portando alla luce un panorama diffuso di illegalità.
È pesantissimo il bilancio tracciato dai militari al termine delle operazioni: oltre 54.600 articoli tolti dal mercato, lavoratori in nero e sanzioni amministrative che rischiano di superare il tetto dei 122mila euro.
Il fronte più caldo si è rivelato quello della tutela del consumatore e del contrasto alla contraffazione. Tutti i controlli mirati in questo settore si sono conclusi con esito irregolare. Dagli scaffali dei minimarket sono spariti 42.360 articoli tra casalinghi e cartoleria, a cui si aggiungono oltre 2.500 gadget per turisti, tutti risultati privi dei requisiti minimi imposti dal Codice del Consumo.
Ancora più grave la situazione legata alla sicurezza: i finanzieri hanno posto sotto sequestro 2.045 giocattoli e 55 capi d’abbigliamento considerati potenzialmente pericolosi per gli acquirenti, facendo scattare in alcuni casi anche segnalazioni di rilevanza penale. Completamente abusiva, infine, è risultata una vasta fetta della vendita di generi di monopolio e alcolici. Le divise hanno intercettato e bloccato la vendita di oltre 6.700 accessori per il tabacco trinciato e ben 936 bottiglie di alcolici e superalcolici (per un volume complessivo di 409 litri), piazzate sugli scaffali in totale assenza delle licenze amministrative necessarie.
L’ispezione non si è fermata alla merce esposta, ma è andata a scavare nei registri aziendali, scoperchiando diverse irregolarità. Sul fronte dell’impiego, i controlli hanno permesso di individuare tre lavoratori impiegati totalmente “in nero”. Parallelamente, tre verifiche specifiche sul versamento delle ritenute fiscali si sono concluse con l’accertamento di altrettante violazioni. Unica nota positiva per gli esercenti: i registratori di cassa sono risultati in regola durante i cinque controlli strumentali mirati all’emissione degli scontrini. Al termine del blitz sul litorale, le contestazioni formali elevate sono state nove.
L’intervento di Civitavecchia rappresenta il tassello di una maxi operazione provinciale (estesa anche ai complessi quartieri romani del Trullo e di Corviale) nata dalle direttive del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto Lamberto Giannini. Per blindare il territorio, la Guardia di Finanza ha schierato un dispositivo di grande impatto visivo e operativo: oltre cento militari coinvolti, affiancati dai “Baschi Verdi”, dalle unità cinofile e costantemente sorvegliati dall’alto da un elicottero decollato dalla Sezione Aerea di Pratica di Mare del Reparto Aeronavale civitavecchiese. L’obiettivo, ribadiscono dal Comando, resta quello di tutelare la salute dei cittadini e difendere dalla concorrenza sleale i commercianti che operano nel pieno rispetto delle regole.

