Gli uomini della Guardia Costiera in azione
Operazione condotta dalla Guardia Costiera e dall’Asl: elevate sanzioni per un totale di 7mila euro
GAETA/FORMIA – Oltre mezzo quintale di pesce fuori legge è finito sotto sequestro nel sud del Lazio. Per la precisione, si tratta di 510 chilogrammi di prodotti ittici completamente privi dei documenti necessari a capire da dove arrivassero.
L’operazione è stata messa a segno tra Gaeta e Formia dagli uomini della Guardia Costiera, che hanno lavorato insieme ai veterinari dell’Asl di Latina. I controlli servono a difendere la salute dei cittadini a tavola e a bloccare la vendita di pesce non regolare. Proprio a ottobre le verifiche sono diventate più stringenti perché è in corso il blocco della pesca (il fermo biologico), un periodo in cui aumentano i rischi di commercio illegale.
Il primo controllo è scattato il 10 ottobre in un ristorante di Gaeta. Qui gli ispettori hanno trovato 180 chili di pesce misterioso, senza una carta che ne provasse la provenienza. Ma c’era di peggio: i medici dell’Asl hanno scoperto sporcizia nei locali, attrezzature della cucina vecchie o malridotte e gravi violazioni del piano HACCP, che è la legge sulla sicurezza dei cibi. Il titolare si è preso una super multa da 5mila euro: 2mila euro per il pesce non tracciabile, 2mila per gli errori sull’HACCP e mille euro per la scarsa igiene.
Il secondo blitz è avvenuto il 16 ottobre a Formia, dentro un ristorante etnico. Anche in questo locale il pesce era senza documenti sulla rintracciabilità. In questo caso sono stati sequestrati ben 330 chili di pescato e il proprietario ha ricevuto una multa da 2mila euro.
Tutti i controlli sono stati decisi dalla Direzione Marittima del Lazio, che si muove attraverso il Centro controllo area pesca di Civitavecchia. L’obiettivo è chiaro: evitare che il pesce non sicuro arrivi nei piatti dei clienti e difendere i commercianti onesti.

