ORVIETO – Un investimento da 2,8 milioni di euro per aumentare la capacità di accumulo dell’acqua e migliorare la gestione delle risorse idriche a servizio dell’agricoltura.
È il nuovo invaso di compenso realizzato al confine tra i territori comunali di Orvieto, in provincia di Terni, e Castiglione in Teverina, nel Viterbese, finanziato interamente dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
L’infrastruttura entra a far parte del sistema di irrigazione a pioggia sviluppato sulle due sponde del Tevere e consentirà di accumulare acqua da destinare a un’area di circa 2.700 ettari.
Un invaso da 16mila metri cubi
L’opera, illustrata da Andrea Venturi, vice capo settore irrigazione del Consorzio di bonifica Tevere-Nera, è stata realizzata nei pressi del Podere San Giacomo, in un’area pianeggiante su uno dei terrazzi alluvionali del fiume.
L’invaso ha una capacità iniziale di 16mila metri cubi, che potrà essere portata fino a 32 mila attraverso un futuro ampliamento.
La struttura raggiunge una profondità massima di quattro metri e misura 44 per 75 metri.
È stata realizzata con arginature in terra e un rivestimento interno in materiale sintetico ad alta resistenza, mentre la gestione dell’impianto sarà affidata a sistemi automatici telecontrollati e a un sistema di videosorveglianza.
La rete di distribuzione destinata a servire i circa 2.700 ettari sarà realizzata in una fase successiva e interesserà i territori di Attigliano, Lugnano in Teverina, Bomarzo e Graffignano.
L’acqua dalla diga di Corbara senza pompe
Una delle caratteristiche principali della nuova infrastruttura riguarda il sistema di riempimento.
L’acqua potrà essere convogliata dalla diga di Corbara direttamente per gravità, senza la necessità di utilizzare pompe, con un conseguente contenimento dei costi di gestione.
L’impianto è comunque predisposto anche per il riempimento meccanico: qualora il livello dell’acqua nella diga scendesse al punto da impedire il funzionamento per gravità, sarà possibile ricorrere alle pompe.
Collegamento con gli invasi di Castiglione e Montecchio
Il nuovo bacino non sarà utilizzato soltanto come riserva per la futura rete irrigua, ma sarà integrato anche con i due invasi già in funzione, a Castiglione in Teverina e Montecchio.
Grazie a una condotta di by-pass, l’acqua accumulata potrà essere trasferita agli altri bacini quando necessario, aumentando la flessibilità del sistema e le possibilità di gestione della risorsa.
Per rendere operativo il collegamento è stata installata una nuova tubazione con diametro nominale di un metro all’interno della centrale di sollevamento, connessa alla condotta che trasporta l’acqua dalla diga di Corbara all’invaso.
Nella centrale sono state inoltre montate due valvole a farfalla e una valvola a fuso, anch’esse del diametro di un metro, per regolare i flussi.
Una riserva strategica nei periodi di siccità
L’obiettivo è aumentare la capacità complessiva di accumulo e rendere più efficiente la distribuzione dell’acqua disponibile.
Una soluzione che assume particolare rilievo nei periodi di siccità e di carenza idrica, quando poter conservare la risorsa e ridistribuirla tra i diversi invasi può contribuire a garantire la continuità dell’irrigazione.



