Il Comitato punta il dito contro il muro di gomma eretto dall’amministrazione (che avrebbe ignorato l’ennesima richiesta di incontro avanzata solo la scorsa settimana)
CIVITAVECCHIA – Un cortocircuito istituzionale e materiale che rischia di trasformarsi in una pesante grana politica per l’amministrazione di Civitavecchia. Mentre da Palazzo del Pincio si festeggiava il traguardo burocratico dell’affidamento, i Bagni della Ficoncella restano inesorabilmente a secco. A denunciare il paradosso, con toni durissimi, è il Comitato Ficoncella Libera, che lancia una vera e propria mobilitazione pubblica contro la gestione del sindaco Marco Piendibene.
«Basta comunicati. Basta autocelebrazioni. Basta decisioni calate dall’alto», tuonano i rappresentanti civici in apertura di un infuocato documento. L’accusa mossa al primo cittadino è quella di nascondere la polvere sotto il tappeto: «Mentre il sindaco celebra l’affidamento alla Civitavecchia Servizi Pubblici fino al 2031, oggi la realtà restituisce un’immagine ben diversa: cancelli chiusi e struttura ferma per mancanza d’acqua a causa dei problemi sulla rete idrica. Davanti a questa situazione non accettiamo più narrazioni rassicuranti, annunci trionfalistici e comunicazioni a senso unico. I cittadini meritano risposte, non slogan».
Il Comitato punta il dito contro il muro di gomma eretto dall’amministrazione (che avrebbe ignorato l’ennesima richiesta di incontro avanzata solo la scorsa settimana) e solleva pesanti interrogativi tecnici sui recenti lavori svolti nell’area. «Il Sindaco non può limitarsi a comparire per sopralluoghi o dichiarazioni televisive senza contraddittorio – incalza il gruppo –. Deve assumersi la piena responsabilità politica delle scelte adottate e spiegare pubblicamente quale impatto abbiano avuto le attività di verifica e le trivellazioni effettuate nell’area dei pozzi».
I dubbi dei cittadini si concentrano proprio sul destino della risorsa idrica. «Oggi più che mai appare contraddittorio annunciare un affidamento decennale e, contemporaneamente, assistere all’assenza dell’elemento essenziale che dovrebbe alimentare il complesso termale: l’acqua», sottolinea il Comitato, rivelando un dettaglio allarmante: «In questi giorni basta affacciarsi sulla strada per l’Aquafelix e vedere dove si disperde l’acqua termale».
Per questo, Ficoncella Libera esige risposte chiare su quattro punti fondamentali: l’effettivo stato della risorsa idrica, gli effetti delle attività svolte sui pozzi, l’eventuale collegamento tra queste criticità e la chiusura, e le garanzie per la tutela futura del sito.
La chiosa finale è un appello alla sollevazione civica: «Rivolgiamo un appello a cittadini, associazioni, utenti e forze sociali affinché si apra una vera mobilitazione pubblica. La Ficoncella non è proprietà della politica di turno: è un bene comune appartenente alla città. I cittadini hanno il diritto di conoscere la verità e di difendere uno dei patrimoni più preziosi del territorio».

