Sempre più “pendolari” si chiedono come sia possibile essere arrivati al punto attuale, tra buche diventate crateri e pericolo di uscire di strada ovunque
VITERBO – Buche profonde, tratti dissestati, restringimenti di carreggiata e lunghi segmenti a doppio senso di marcia: è questo il quadro sempre più preoccupante della superstrada Orte–Viterbo (SS675 Umbro-Laziale). Un’arteria fondamentale per la mobilità della Tuscia che, giorno dopo giorno, mostra segni di un degrado ormai difficilmente tollerabile.
Da tempo l’attenzione è concentrata sui complessi cantieri per la ricostruzione dei viadotti Malle e Paranza. Entrambi sono stati oggetto di spettacolari demolizioni con l’uso di esplosivi nell’ultimo anno – un intervento radicale e necessario per la sicurezza strutturale – ma i lavori di rifacimento procedono con tempi che mettono a dura prova la pazienza degli utenti. Nel frattempo, però, la situazione complessiva della strada è drasticamente peggiorata anche altrove.
L’asfalto si sta deteriorando a vista d’occhio, anche in tratti lontani dalle aree di cantiere, con vere e proprie voragini che mettono seriamente a rischio la sicurezza di automobilisti e autotrasportatori. Le segnalazioni sono quotidiane. Sui social network e nei gruppi locali si moltiplicano foto, video e post di protesta che documentano crateri sull’asfalto, pneumatici danneggiati e manovre improvvise per evitare le buche, con il rischio concreto di sbandamenti e incidenti anche gravi. Una situazione che diventa ancora più pericolosa considerando la presenza frequente di famiglie e l’elevato traffico di mezzi pesanti.
Le piogge insistenti di questo periodo stanno accelerando ulteriormente il deterioramento della carreggiata, trasformando piccoli avvallamenti in buche profonde nel giro di pochi giorni. In diversi punti la strada appare quasi impraticabile, mentre la riduzione delle corsie e il doppio senso di marcia imposto dai cantieri sui viadotti aumentano il rischio di tamponamenti e collisioni frontali.
A questo punto la domanda è una sola, ed è la stessa che pongono in molti: come è possibile essere arrivati a questo livello di criticità? La superstrada Orte–Viterbo è un’infrastruttura di competenza statale gestita da ANAS, ed è a questo ente che viene chiesto un cambio di passo. Se la responsabilità operativa è di ANAS, le istituzioni locali – Provincia e Regione – sono chiamate a fare la loro parte esercitando la dovuta pressione affinché la manutenzione ordinaria non venga dimenticata mentre si lavora sulle grandi opere.
«Le tasse le paghiamo eccome – commenta un automobilista esasperato – ma qui si sta giocando con la pelle dei cittadini. Chi deve intervenire? L’ANAS? La politica locale? Qualunque sia la risposta, qualcuno deve assumersi la responsabilità prima che accada l’irreparabile».
Un appello che arriva da chi percorre quotidianamente questa infrastruttura strategica per lavoro, studio e servizi essenziali. Perché la Orte–Viterbo non è una strada secondaria, ma un collegamento vitale per l’intero territorio della Tuscia. E lasciarla in queste condizioni significa accettare un rischio che cresce ogni giorno, sotto gli occhi di tutti.


