21 Luglio 2026

Chiusura inceneritore, Il consigliere Marco Cecconi: “Gravi responsabilità politiche. In Regione e in Comune tutti già sapevano”

Il capogruppo di Fratelli d'Italia al consiglio comunale di Terni interviene sulla chiusura dell'impianto: "Mistero sulle risultanze dei controlli, che dovevano essere effettuati sempre, a prescindere dalle denunce di cittadini o forze politiche" TERNI - "L'ombra più scura e le responsabilità più gravi che si addensano sulla chiusura dell'inceneritore Printer di Maratta sono tutte politiche".…
25 Maggio 2016

Il capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Terni interviene sulla chiusura dell’impianto: “Mistero sulle risultanze dei controlli, che dovevano essere effettuati sempre, a prescindere dalle denunce di cittadini o forze politiche”

TERNI – “L’ombra più scura e le responsabilità più gravi che si addensano sulla chiusura dell’inceneritore Printer di Maratta sono tutte politiche”. Lo scrive in una propria nota, il presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Palazzo Spada, Marco Cecconi. “Tali responsabilità – continua Cecconi –  riguardano innanzitutto il colpevole negazionismo perpetrato per anni dall’amministrazione comunale (principale garante della salute pubblica sul territorio); in secondo luogo il mistero irrisolto sulle risultanze dei controlli che avrebbero dovuto essere effettuati da sempre, prima e a prescindere dalle denunce più o meno recenti di forze politiche e cittadini (e cioè, con quale frequenza arrivavano i rapporti dell’ARPA sul tavolo del sindaco? con quale assiduità il sindaco si preoccupava, comunque, di verificare?). In terzo luogo le responsabilità riguardano i tempi dell’ordinanza di chiusura temporanea, per certi versi alquanto sospetti. In quarto luogo i nuovi scenari possibili, non meno sospetti, che magari si aprono proprio a seguito dello stop imposto a Terni biomasse. La diffida della Regione ai gestori dell’impianto, trasmessa ad esito delle indagini dei Carabinieri e della stessa ARPA, porta la data del 3 maggio: il che, fra le altre cose, significa che quando – esattamente una settimana dopo – su richiesta delle opposizioni di centrodestra, la Marini è venuta a Terni, per confrontarsi con il consiglio comunale proprio sui rifiuti, tra Perugia e Palazzo Spada tutti già sapevano”.
“Tra Perugia e Palazzo Spada tutti già sapevano che l’impianto sarebbe stato fermato (vedi la successiva ordinanza del sindaco, che adesso fa pure l’ambientalista). E, probabilmente, tutti già sapevano e sanno – pur tacendone completamente al consiglio comunale – che, magari, spento un camino, di tutto ciò che c’è da bruciare dovrà farsene carico l’altro, vale a dire quello dell’ACEA”.
“In estrema sintesi, tutti (sugli scranni più alti del Comune e della Regione) già sapevano – o senz’altro avrebbero dovuto sapere – quello che i cittadini ternani subivano da troppo tempo in termini di emissioni e scarichi inquinanti. Eppure hanno fatto finta di niente. E tutti già sapevano e sanno come andrà a finire: e ancora una volta hanno provato a tenerlo nascosto. Con la pretesa, adesso, di farci credere di essere i garanti della nostra salute. E, domani, di fronte al “fatto compiuto”, di dover adottare scelte “obbligate”.
“La magistratura – conclude Cecconi –  faccia il proprio corso, individuando anche nella politica le complicità. E i ternani non si limitino a guardare il dito (l’attuale ordinanza di chiusura temporanea): perché la partita vera si gioca sulla luna”.  (Ufficio Stampa/Acot)

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