Porto, nel 2016 a rischio le merci tradizionali e lo stallo attuale aggrava la situazione

Intanto oggi si concludono le selezioni per il posto amministrativo. Fari puntati su Paolo Risso che dovrebbe spuntarla su tutti (“troppo bravo in inglese”) e Venanzi pronto a rinunciare

CIVITAVECCHIA – Un disastro dietro l’altro. Numeri impietosi che stanno caratterizzando il nuovo corso dell’Autorità Portuale di Civitavecchia. A Molo Vespucci, tra un giretto e l’altro del presidente tra l’Europa e l’America c’è da fare i conti con in numeri e i “conti” in sospeso.Mentre Di Majo se la prende con la rappresentante del Codacons, Sabrina De Paolis, la macchina di Molo Vespucci prova a rimettersi in moto (senza fortuna).

Prima di parlare dei fallimenti delle rinfuse, nella speranza che tra qui ai prossimi due mesi non sparisca anche il traffico auto Fiat, ecco che si torna a parlare dei bandi.

Di uno, quello della PAS (Port Authority Security) abbiamo già parlato.

Il generale Giancarlo Paoletti non intende ricoprire quel ruolo (aggratis) e si sta lavorando sui cospicui rimborsi spese per correre ai ripari. Il piccolo precedente con la Banda della Magliana non può certo pregiudicare il suo eventuale ripensamento.

Dall’altra parte, oggi pomeriggio, dalle 15 in poi, si cerca un erede alla poltrona vacante di Pasqualino Monti nell’ufficio amministrativo.

Tutti sanno, da mesi, che vincerà Paolo Risso. Lo vuole Astorre, lo imporranno a Di Majo e pare che qualcuno abbia già convinto il primo della selezioni a titoli, Giorgio Venanzi, a rinunciare.

Se così sarà, per l’ennesima volta, avremo indovinato il pronostico. Forte del suo inglese simil anglosassone non darà chances a nessuno. (vincerà senza se e senza ma).

Intanto si registrano 182mila tonnellate in meno di rinfuse liquide, oltre 7mila tonnellate in meno di rinfuse solide. Continua la crisi dei traffici tradizionali nel porto di Civitavecchia a ulteriore conferma di un trend che sembra ormai praticamente irreversibile e che sta creando non pochi problemi anche sotto l’aspetto occupazionale, basti pensare alla difficile situazione in cui si trovano i gruisti.

I dati riferiti al 2016 pubblicati sul sito dell’Autorità Portuale di Sistema evidenziano una ulteriore diminuzione dei traffici commerciali tradizionali, con particolare riferimento alla movimentazione del carbone, calata di circa 139mila tonnellate, e dei materiali ferrosi, che hanno fatto registrare una flessione di circa 27mila tonnellate.

Fortunatamente, le perdite che si sono riscontrate nei settori storici del traffico commerciale portuale sono state compensate dagli incrementi dei cosiddetti settori emergenti.

Per quanto riguarda le merci, sale di oltre 250mila tonnellate il traffico dei prodotti che vengono trasportati a bordo delle navi ro-ro, quelle delle cosiddette autostrade del mare che percorrono le tratte per la Sardegna, la Sicilia, la Spagna e la Tunisia, ma soprattutto grazie al traffico delle autovetture nuove di Fca.

Il 2016 è stato poi un anno comunque positivo per ciò che concerne i passeggeri, che hanno toccato quota un milione e 780mila contro il milione e 538mila dell’anno precedente. In crescita anche il numero dei crocieristi in transito. Nel 2016 sono stati oltre 2 milioni e 340 mila, circa 65mila in più rispetto all’anno precedente, quando toccarono quota 2 milioni e 275mila. In forte aumento anche il numero degli automezzi sbarcati e imbarcati che hanno superato la fatidica soglia del milione contro gli 866mila del 2015.

Aumento di poco più del 10%, infine, del traffico container. Nel 2015 i teu erano stati 66.731, mentre nel 2016 sono cresciuti di 7.477 unità, toccando quota 74.208.

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