Calvi dell’Umbria: Si onorano le lotte tra i due castelli e non il Patrono San Pancrazio

Anche quest’anno a Calvi dell’Umbria è iniziata la secolare festa del Santo Patrono Pancrazio, che ricordiamo essere stato un giovane cristiano martirizzato all’età di quattordici anni in quanto non cedette alla persecuzione e alla richiesta di abbandonare la fede in Gesù Cristo.

Ciò dovrebbe essere di monito ed insegnamento ai giorni nostri, in questo mondo avvezzo ai beni materiali e non spirituali, ma purtroppo qualcuno vede questa festa come un evento folkloristico tralasciando il vero senso religioso.

Come avviene da diversi anni, durante la cerimonia della “Vestizione degli Stendardi”, dopo la preghiera al Santo, letta dal bambino che impersona San Pancrazio, il parroco inizia a spiegare, prima la vita del giovane martire e poi, dopo la spiegazione storico religiosa, prosegue spiegando in maniera più profonda il vero significato religioso legato al martirio del Santo.

In questa circostanza, come purtroppo è già avvenuto nella precedente edizione, alcuni, forse un po’ annoiati dalla predica, hanno cominciato a disturbare con fischi e rumori vari a tal punto che il parroco del paese, don Silviu Clement, è stato costretto a concludere velocemente l’intervento con conseguente abbandono della piazza, ed ovviamente non ha neanche partecipato alla conclusiva Processione per le vie del paese.

Si lasciano ai lettori le considerazioni sul gesto poco rispettoso di queste persone, che tra le altre cose, è fine a sé stesso, ma quello che sorprende, e crediamo che abbia sorpreso anche i presenti, è stato il mancato intervento del Sindaco Guido Grillini e dello staff organizzativo, che si sono ben visti dal prendere in mano la situazione affinché la celebrazione ritornasse nel rispetto del significato profondo della festa.

Situazione che purtroppo si è già ripetuta lo scorso anno durante il discorso pronunciato da don Enzo Cherchi quale sarà il problema? Forse i Calvesi non vedono di buon occhio la presenza del parroco nel loro paese?

Speriamo che ciò non sia vero, anche perché alla fine alcuni presenti, indignati, hanno preso le difese del parroco puntando il dito verso le persone, che con inciviltà, hanno disturbato il normale corso della cerimonia.

In merito a questo ennesimo fatto spiacevole, sarebbe curioso ed interessante sapere cosa ne pensa il Vescovo S. E. Giuseppe Piemontese, visto che ormai questi fatti non sono nuovi nella piccola comunità Calvese.

Non sarebbe cosa sgradita anche un intervento del sindaco in merito alla vicenda, considerato il fatto che ogni anno, durante questo periodo, non mancano polemiche tra alcuni cittadini, forse non educati nella via del Signore, ed il Parroco del paese.

Come giornale, siamo a disposizione di chiunque decida e creda opportuno raccontare il proprio punto di vista sul fatto, ma sempre con rispetto ed educazione.

Con l’occasione alleghiamo il breve giornalino che quest’anno è prettamente dedicato all’evento religioso.

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