Guerra fra culture

Potrebbe sembrare una provocazione, in realtà è un semplice pensiero. Non ha velleità polemiche o guerrafondaie anche perchè oggi, di tutto abbiamo bisogno meno che di altro odio. E’ solo una considerazione che è arrivata dritta dal cuore guardando le notizie.

 

Già.. Pensavo alla differenza abissale che esiste fra due tipologie di fatti, senza entrare nel merito delle cause o delle bugie o delle verità che si nascondono dietro a questa guerra fra culture. Non voglio entrare nel merito. I fatti. Solo quelli. O la percezione circa gli stessi, avuta da un mediocre.

 

Guardavo adesso: 15 operazioni di soccorso per salvare centinaia di bambini nel mare libico, a casa loro… E uno di loro, dalla Libia, venuto ad uccidere i “nostri”.

 

Forse è venuto il momento di ripensare a cosa, a chi, a come è nato tutto questo. Forse è venuto il momento di chiedersi se il mondo, così come lo abbiamo concepito, così come ci dicono che è, sia giusto o ha bisogno di una miscellanea di nuovi impulsi, di un reset compulsivo, di una nuova logica di sostenibilità.

Martin Luther King disse che solo quando le leggi divine e quelle degli uomini saranno coerenti fra di loro allora potremmo vivere in un mondo giusto. Ebbene, io non credo che le leggi attuali siano coerenti con quelle divine. Non c’è nessun Dio che invochi morte per tanti e profitto per pochi.

 

Credo invece che dovremmo riconsiderare il piano globale delle risorse, che dovremmo riconsiderare la terra come unica casa e l’umanità come l’unica famiglia, le uniche che possediamo. O forse, dico solo forse, dovremmo semplicemente smettere di trattare la terra come una puttana e l’umanità come una risorsa da sfruttare.

 

Forse.

 

Bruno Pagnanelli

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