Inceneritori Terni: arriva l’area ambientale complessa, ma non è prevista da nessuna legge

M5S: «INIZIATIVA BISLACCA, L’AREA AMBIENTALE COMPLESSA NON È PREVISTA DA ALCUNA NORMA» – Il sindaco di Terni plaude alla mozione approvata dal consiglio regionale dell’Umbria, con cui si chiede all’Unione Europea di riconoscere Terni come ‘Area ambientale complessa’, ma il M5S ternano evidenzia che nessuna legge disciplina tale forma di riconoscimento

di Thomas De Luca, consigliere comunale*

A cercare di vendere la Fontana di Trevi ci avevano già provato Totò e Nino Taranto ma a spacciare come reale il riconoscimento di una misura speciale per Terni attraverso una legge che non esiste, francamente questo no, non ce lo saremmo mai aspettato.

Bisogna partire da un assunto oggettivo e inequivocabile: lo status di “area ambientale complessa” non esiste. Non esiste alcuna legge o normativa europea a riguardo. L’unico documento in cui è possibile ritrovare questo termine è il programma elettorale del M5S Terni per le amministrative 2014, incollando testualmente “Progetta una rete dei comuni che hanno le stesse nostre criticità. Sviluppiamo una legge quadro da portare all’attenzione del governo e promuoviamo un forum nazionale delle aree di crisi ambientale complessa.”. Si perché il punto programmatico aveva l’unico obiettivo di costruire attraverso la Rete comuni SIN, rete dei comuni che hanno nel loro territorio siti di interesse nazionale da bonificare, un partenariato volto a promuovere un disegno di legge per istituirla. Istituire strumenti speciali e veloci a disposizione delle amministrazioni locali per bloccare nuovi impianti inquinanti e per adottare misure efficaci per ridurre il rischio sanitario nonché l’abbassamento dei limiti di legge per le emissioni in atmosfera in aree sottoposte ad eterogenee fonti inquinanti per tutelare la popolazione dall’effetto sinergico, moltiplicatore, dei rischi sulla salute.

 

Pienamente condivisibile era stata la posizione espressa dalla responsabile ambiente del Partito Democratico, Daniela Pimponi, che in una lunga nota lo scorso 9 maggio aveva definito l’atto approvato in regione “L’Area Ambientale Complessa non esiste…Perché votare una cosa che non esiste quando la legge fornisce già strumenti di intervento a tutti i livelli?…Creare nuove definizioni non risolve i problemi, altrimenti ci affretteremmo a definire un’area ferroviaria complessa, un’area sanitaria complessa, un’area di manto stradale complesso, un’area commerciale complessa, un’area edilizia complessa, un’area universitaria complessa…”.

 

Ecco il presupposto basilare per un confronto è l’oggettività e la serietà. Invece di osannare iniziative bislacche sarebbe opportuno che le istituzioni facciano della riconversione industriale e dell’ambientalizzazione delle produzioni il principio cardine della programmazione relativa l’area di crisi industriale complessa. Riteniamo surreale che chi ha avuto tutti gli strumenti per poter intervenire in questi anni, governando praticamente tutti i livelli dalle circoscrizioni al parlamento europeo, getti fumo negli occhi dei cittadini.

Noi da parte nostra stiamo lavorando incessantemente per mettere una pezza a chi (a destra o a sinistra è per noi indifferente) ha autorizzato, voluto, acclamato la costruzione di tre inceneritori nella nostra città, ha fatto negazionismo occultando il problema per anni ed oggi si improvvisa ambientalista della prima ora.

 

*Capogruppo M5S – Comune di Terni

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