Privilege Yard – Mario La Via risponde ai pm sulla presunta bancarotta

Il perito del Tribunale (anche lui indagato) Angelo Di Paolo assistito dagli avvocati Barbieri e Dinacci è stato ascoltato dai sostituti procuratori Migliorini e Piloni

CIVITAVECCHIA – Mario La Via, patron dell’ormai fallita Privilege Yard, questa mattina si è presentato in anticipo rispetto all’orario di invito dei sostituti procuratori Allegra Migliorini e Mirko Piloni perché pronto e, soprattutto deciso, a rispondere e cercare di chiarire la propria posizione rispetto alle accuse mosse dalla Procura.

Lui, attraverso il proprio legale Carlo Sartini, aveva chiesto di essere riascoltato. Questo perché già una prima volta era stato sentito dall’allora magistrato incaricato del fascicolo e cioè Lorenzo Del Giudice poi trasferito al Ministero a Roma.

Cosa avesse da aggiungere oltre a quanto già dichiarato al “vecchio” magistrato non è dato saperlo perché lui, all’uscita del Tribunale, non ha profferito parola e lasciato al suo legale una veloce dichiarazione che potete ascoltare nel video girato dai colleghi di Tele Civitavecchia. (VIDEO)

“Il dottor La Via – afferma l’avvocato Sartini – ha rilasciato delle dichiarazioni ai pm. Ha chiesto lui di essere sentito, dopo che era stato ascoltato nel corso delle indagini. Per questioni di tempo non è stato possibile spiegare tutto nel dettaglio – continua il legale – La Via ha risposto alle contestazioni principali, spiegando la linea difensiva e fornendo la sua lettura della vicenda, che cozza molto con la ricostruzione fatta dai pm e dall’inchiesta giornalistica. Siamo in parte soddisfatti dell’interrogatorio – conclude l’avvocato Sartini – proprio perché vogliamo rendere dichiarazioni più ampie e dettagliate”.

Mario La Via (il primo in piedi a sinistra) insieme ad un amico, al Sultano del Brunei (primo seduto a sinistra) e Adnan Kashoggi
Mario La Via (il primo in piedi a sinistra) insieme ad un amico, al Sultano del Brunei (primo seduto a sinistra) e lo Sceicco Adnan Kashoggi

Presenti all’interrogatorio anche tre marescialli della Guardia di Finanza del Nucleo Tributario di Civitavecchia che hanno svolto le indagini ma che sono rimasti in silenzio ad ascoltare quanto l’imprenditore aveva da dichiarare.

Quello che appare strano è come sia stato descritto Mario La Via. Come se fosse piovuto in Italia dal nulla e al solo scopo di truffare le banche.

Niente di più immaginifico se si pensa a come è stata ricostruita la storia di questo personaggio che, quando nel lontano 1975 decide di lasciare Roma per trasferirsi a Singapore, era uno dei costruttori più ricchi e famosi della Capitale con oltre 2.800 dipendenti.

Costruttore che continua ad operare nel lontano sud est asiatico e dove la grande presenza di uomini facoltosi e mare ovunque lo portano a “virare” nella professione e trasformare quello che inizialmente era un mero hobby in un lavoro. Costruire mega yacht.

Ha progettato e costruito tantissime navi e mega yacht ma la più famosa, prima di quella tristemente nota della Privilege Yard scafo P430 era stato il Nabila.

Il Nabila era ed è conosciutissimo da tutta la jet society che d’estate si ritrova sulla Costa Smeralda. Tutti sanno che la barca che era di Adnan Kashoggi (venduta poi all’asta un decennio dopo il varo) è così grande e imponente da poter essere tranquillamente scambiata da lontano per un traghetto di medie dimensioni. Varato a Viareggio nei cantieri Benetti nel 1979, il Nabila stazza 2.465 tonnellate, è lungo 80 metri e può percorrere autonomamente ottomila miglia a una velocità di crociera di 18 nodi. Dotato di una piscina, di un ospedale e di una pista per l’ atterraggio di elicotteri, ha i rubinetti d’oro e fu pagato nel 1980 qualcosa come 30 miliardi di lire che, portati ad oggi, supererebbero di gran lunga i 150 milioni di euro.

Grazie ad una lunghissima ricerca da noi effettuata e non ancora conclusa siamo riusciti a trovare delle foto esclusive dove Mario La Via viene immortalato mentre ascolta il Sultano del BruneiAdnan Kashoggi che parlano seduti sul divano.

Adnan Khashoggi era un uomo d’affari saudita. Nei primi anni ’80 del secolo scorso il suo patrimonio netto è arrivato fino a 40 miliardi di dollari. Era considerato uno degli uomini più ricchi del mondo ed è morto il 6 giugno scorso a Londra all’età di 81 anni.

Sultano del Brunei che, di lì a poco, commissionerà una “barchetta” tutta sua e che si riesce ad intravedere proprio alle spalle di La Via quando presenta il progetto.

Questo spiega anche come sia stato possibile, per un uomo già ricco di suo (si era creato un impero edificando a Roma) ad avere ed intrattenere rapporti internazionali ma, soprattutto, con gli uomini più ricchi del mondo.

La nave, o meglio, il mega yacht più grande mai progettato e costruito da Mario La Via rimane quello per il re saudita Re Fahd lungo 145 metri e dotato anche di un parcheggio interno per decine di limousine che servivano per il corteo e le mogli. 

La storia di questo signore vale la pena raccontarla in modo più approfondito anche per capire come mai tanto accanimento da parte della dottoressa Daniela De Rosa che cura il fallimento e che adesso, sta spingendo in modo impressionante, il comitato dei creditori (composto da tre di loro) verso un’azione di responsabilità senza precedenti nella storia del vecchio ordinamento della Legge Fallimentare.

Giova ricordare che la dottoressa De Rosa ha beneficiato, questo sì, di una parcellina da 180 mila euro, senza fare praticamente nulla, quando in una prima fase era stata nominata commissario dal Tribunale Civile di Civitavecchia. Adesso, dovesse andare a termine questa vendita scellerata dello scafo, si porterebbe a casa 800 mila euro. Mica male per chi non ha chiesto tutele per i piccoli creditori.

Già perché dedicheremo, anche in questo caso, un servizio con nomi e cifre, di tutti quei fornitori che hanno ricevuto pagamenti anche fino al 90% dei lavori ed ai quali non è stato chiesto indietro neanche un centesimo. Roba da far venire i brividi anche al Giudice Giuseppe Bianchi che con questo giochetto messo in piedi dalla De Rosa, che si trincera sempre dietro ai pareri dei tre creditori (che presto potrebbero ricevere un’azione di responsabilità), rischia di compromettergli la carriera.

Mario La Via presenta il progetto di uno Yacht al Sultano del Brunei e più in là, quel bambino, oggi è l’erede al trono

Sì, perché commettere errori può capitare a tutti ma, venire a conoscenza di averli commessi e non aver fatto nulla per correggerli va a finire che qualcuno presenterà il conto. Certo non salato come la parcella che sta cercando di assicurarsi la De Rosa ma sempre salato.

Nel corso della giornata i magistrati hanno ascoltato l’ultimo degli indagati inseriti nell’avviso di conclusione delle indagini Angelo Di Paolo

Il perito del Tribunale che ha stimato il valore di progetti ceduti da Privilege Yacht Privile Yard tanto per far capire a chi non ha seguito nel dettaglio l’intera storia.

Anche lui all’uscita, accompagnato dai suoi legali di fiducia Daniele Barbieri di Civitavecchia e Dinacci di Roma, ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione ma sia lui che i suoi legali sono sembrati appagati dall’incontro.

 
Avvocati Dinacci e Barbieri

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