Civitavecchia Porto – I lavoratori portuali contro la Fit-Cisl del Lazio: “Parlano persone sconosciute e mai viste al Porto, dovrebbero tutelare i lavoratori e non fare i servi del padrone”

CIVITAVECCHIA – Riceviamo e pubblichiamo: Ieri, sulle testate giornalistiche locali, abbiamo letto il ridicolo comunicato stampa del segretario generale della Fit-Cisl del Lazio Marino Masucci, e Paolo Sagarriga Visconti, della Fit-Cisl del Lazio, a commento del tavolo di crisi straordinario, voluto dalle Imprese Portuali e indetto in videoconferenza dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Oltre che ridicolo ci è sembrato assurdo.

Innanzitutto ci farebbe piacere sapere a che titolo parlano questi “sindacalisti” di cui non conosciamo neanche la fisionomia, visto e considerato che non li abbiamo mai visti in porto, e a questo punto siamo convinti che neanche sappiano dove sia e se soprattutto l’acqua all’interno del nostro scalo sia dolce o salata.

Inoltre ci farebbe piacere sapere per bocca di quanti (loro) iscritti parlino.

Nel loro insensato comunicato stampa fanno un plauso all’azione di Di Majo. Qui siamo alla pura follia. Ci spiegassero lor signori di quali azioni dobbiamo ringraziare il Presidente dell’AdSP. Siamo veramente curiosi a questo punto. Perché ogni vertenza che abbiamo vissuto e subito in questi anni, vedasi la “guerra del Carbone”, la “guerra delle Banane” e quelle riguardanti le altre Imprese e Società di interesse economico generale, sono scoppiate per l’assoluta inadeguatezza e incapacità gestionale degli attuali vertici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

In quelle vertenze, se non ci fosse stata la forza dei dirigenti delle Imprese coinvolte e l’intervento della Regione, soprattutto nelle persone degli assessore e nostri compagni Alessandri e Di Berardino, le stesse avrebbero avuto un epilogo ben più tragico e drammatico.

Questi due personaggi (non gli chiamiamo volontariamente uomini) in cerca di autore dovrebbero sapere che il nostro porto sta morendo, anzi forse è già morto. E tra i responsabili vi sono anche gli attuali vertici dell’Autorità di Sistema Portuale, Presidente e Segretaria Generale.

Invece di prendere di petto chi impedisce che vengano i traffici e le navi nel nostro porto e chi ha deciso di relegarlo ad una “bagnarola” senza futuro, questi rappresentanti sindacalisti della FIT CISL del Lazio, con il “loro” Presidente Di Majo, stanno ancora traccheggiando su fantasiosi quanto inutili tavoli. Non hanno il senso della misura e soprattutto della realtà. Sono accondiscendenti con i potentati e soprattutto contro noi lavoratori. Dovrebbero sapere infatti che tutti noi già dal prossimo mese rischiamo il licenziamento o la cassa integrazione, e ad oggi non è stata intrapresa alcuna iniziativa per scongiurare la nostra fine.

Invece, l’unica cosa che hanno saputo fare è una “sviolinata” senza pudore all’attuale Presidente dell’AdSP.

Se avessero frequentato un minimo il porto, saprebbero che le notizie in banchina viaggiano veloci. E da ieri circolerebbe una “vocina” che quel risibile comunicato sarebbe stato forse confezionato ad arte da qualcuno vicino al Presidente di Majo.

La misura era colma già con l’inadeguatezza e la fallimentare gestione dei vertici dell’AdSP, non c’era bisogno quindi di aggiungere del ridicolo.

A questi “sindacalisti” consigliamo di rimanere al capezzale del potentato di turno e di non interessarsi, come hanno fatto fino ad ora, del nostro porto.

Di personaggi come voi, noi lavoratori del porto di Civitavecchia non sappiamo che farcene.”

I Lavoratori del Porto di Civitavecchia

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