#RisorgiamoItalia, Bianchini: “Se continua così, caro Conte, i ristoranti non riapriranno più”

VITERBO – Si stanno organizzando. Partiti da qualche giorno, i ristoratori italiani stanno per scendere in trincea, in tanti hanno aderito al gruppo fb Ho.re.ca unita e all’idea del flash mob organizzato per protestare contro i gravi danni che sta subendo il settore, da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus.

“Non accettiamo il distanziamento che vogliono imporci,  un ristoratore che ha cento coperti dovrà ridurre a trenta, mantendo però le stesse spese di prima: bollette, affitto e personale da pagare,  incassando solo il 30%. Un danno economico inenarrabile, tanti di noi falliranno, non sarà possibile pagare tutte le spese. Ci sarà una ricaduta che danneggerà tutto il paese. Non ci sentiamo più rappresentati. Il 29 mattina consegneremo le chiavi dei nostri ristoranti ai sindaci”.

Parole di sfogo ed amarezza quelle di Paolo Bianchini, in rappresentanza dei ristoratori della Tuscia, già pronti insieme a tanti colleghi italiani, oltre dieci mila ristoratori uniti nella federazione nazionale Mio (Movimento Imprese Ospitalità),  a sostenere la manifestazione Risorgiamo Italia la sera del 28 aprile, ultimo giorno di apertura dei loro locali. Per consegnare poi, la mattina del 29, le chiavi dei ristoranti ai sindaci delle rispettive città.

 

Oltre 10 mila aziende hanno risposto all’appello lanciato dal gruppo fb  Ho.re.ca Unita.

“Se continua così, caro Conte, non aprirà più nessuno, ben nove settimane per accedere agli ammortizzatori sociali e al 24 aprile ancora non si è vista una lira. Ci state affamando. Aspettate che qualcuno inizi ad ammazzarsi? Nel nuovo decreto l’erogazione dovrà essere immediata. State giocando sulla nostra pelle. Vogliamo la certezza di poter riaprire con la sicurezza del cento per cento dell’incasso. Fipe e Confesercenti dopo sessanta giorni hanno capito che nel decreto non era previsto l’asporto, proni al governo che assicurava che andrà tutto bene.

Ora che siamo scesi in trincea vi siete accorti che non andrà tutto bene? La metà delle aziende chiuderà, cosa andrà bene? Aprire con il trenta per cento di potenzialità significa chiudere subito dopo”.

 

 

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