Viterbo – Coltellate in via Valle Piatta. Il minorenne avrebbe usato la “lama” per difendersi da un pestaggio

Davide Randisi, il ragazzo rimasto ferito gravemente, fu arrestato nel 2017 per aver partecipato al pestaggio di uno studente sempre in quella zona

VITERBO – L’episodio di violenza della scorsa notte ha scosso la città di Viterbo. Un minorenne, A. B., finito al riformatorio con l’accusa al momento, di tentato omicidio, e due amici Davide Randisi e Alessandro Battaglia attinti da diversi fendenti durante la rissa.

Quattro coltellate tra l’addome, spalla e braccio. Gli hanno danneggiato i tendini e la milza, e hanno sfiorato un polmone. Davide Randisi, ventitré anni, è stato lasciato a terra, in via Valle Piatta, in una pozza di sangue e privo di sensi. Accanto a lui l’amico Alessandro Battaglia, 22 anni, anche lui ferito al petto.

Ma cosa è accaduto quella notte di preciso. Molti i testimoni oculari e, soprattutto, ci sono delle telecamere che, come in passato, sicuramente hanno ripreso i momenti dello scontro.

Davide Randisi A. B. sembra già si conoscessero. Quest’ultimo ha sicuramente un sacco di problemi. La mamma venuta a mancare precocemente e una situazione familiare che non ti permette di avere punti di riferimento (fermiamoci qui).

Davide Randisi “è un bulletto”, così lo descrive chi lo conosce. Bel ragazzo, biondo, ama la palestra e gli sport da combattimento. Già finito ai domiciliare per una rissa dove insieme ad altri coetanei si rese protagonista del pestaggio di uno studente, sempre in quei vicoli a ridosso del Sacrario.

A. B. che chiede una sigaretta a Randisi è per tutti la scintilla (ma secondo gli inquirenti c’è dell’altro). I due sembra si conoscessero già ma, ultimamente, tra loro non correva buon sangue. Ora la ricostruzione è affidata momentaneamente alle parole del minore e di Alessandro Battaglia, l’altro ragazzo rimasto ferito al petto mentre insieme a Davide picchiava l’antagonista.

Randisi avrebbe usato parole pesantissime nei confronti di A. B. e sulla madre morta. L’inizio dell’aggressione dei due e il minore che, per difendersi e accecato dalla rabbia, con il coltello in mano, inizia a colpire dove capita.

Randisi continuava a sferrare calci e pugni nonostante fosse già stato attinto da diversi fendenti” raccontano alcune voci nel buio di via Ascenzi mentre li caricano in ambulanza per trasferirli a Belcolle.

Anche Battaglia, ricevuta la coltellata (di taglio) sul petto, inizia perdere molto sangue e grida dal dolore (video).

I poliziotti hanno subito fermato A. B. a piazza del Teatro. Sporco di sangue e senza l’arma bianca con la quale “si sarebbe difeso”. C’è chi sostiene se ne sia disfatto durante la fuga; chi dice che si trattava di un semplice coltellino Svizzero (ma poco compatibile con la profondità delle ferite).

Sta di fatto che anche gli agenti della Squadra Mobile hanno potuto vedere con i loro occhi che, in effetti, il minorenne aveva sul volto molte ecchimosi ed escoriazioni causate dai colpi ricevuti durante la rissa.

Ora non rimane che sbobinare i filmati di due telecamere che, secondo gli inquirenti, potrebbero aver ripreso la scena fin dall’inizio e cioè dalla “richiesta” della sigaretta alle coltellate finali.

Davide Randisi è fuori pericolo ma dovrà rimanere  in ospedale a Belcolle ancora per un po’ e insieme all’amico Alessandro Battaglia dovranno trovare delle risposte convincenti perché rischiano di essere a loro volta incriminati per la rissa.

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