Civitavecchia – Dai Monti della Tolfa al Pincio, ecco come il latte dei “caciottari” diventa pecorino

L’arte dell’occupazione sistematica di tutte le celle frigorifere lasciate libere e quella di trovarne altre da insediare

CIVITAVECCHIA – I Monti della Tolfa sono leggendari. Al di là dello straordinario panorama che offrono. Nel punto più alto della loro natura, girandosi su se stessi si può vedere Roma, la Tuscia, la Maremma, il Mare, l’Argentario, le isole Toscane e addirittura la Corsica.

Leggendari perché hanno dato vita ad uno dei cavalli più potenti e straordinari: il Tolfetano.

Su quei cavalli, abili e impavidi butteri diedero una storica lezione ad un mito dell’antico West, Bufalo Bill.

Gli artigiani della pelle poi sono ancora oggi il simbolo di quei tempi andati.

Poi le cave di Allume. Insomma pensavamo di conoscere tutto (o quasi) di questi monti sferzati per millenni dalla tramontana, dai libecci e dai venti più noti di queste terre.

Invece, in questi giorni, abbiamo scoperto essere anche terra di abili profittatori del latte cagliato. Basta lavorarlo in qualche punto nascosto di Allumiere. Aspettare che l’infuso di latte e caglio, bollito al punto giusto, inizi a solidificarsi e portarlo subito in una cella frigorifera appositamente allestita all’interno del Palazzo del Pincio.

Fatto questo passaggio fondamentale si attende la certificazione di origine non controllata e il gioco è fatto. La caciotteria del Pincio ha così completato un lavoro incessante iniziato nel 2019.

Mancano ancora alcune piccolissime sciocchezze per essere perfetta. Manca infatti ancora un negozio ufficiale dove vendere il prodotto. Il mercato nero c’è ma è troppo rischioso. Meglio mettersi in regola.

Non avete capito? Capirete da qui a breve, in caso contrario chiamare al telefono: +39 0766 5901 e chiedere dove trovare Pecorino.

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