Unsic: occorre chiudere, vaccinare e riaprire

ROMA – “Si continua a costruire provvedimenti su dati vecchi e ad inseguire il virus anziché anticiparlo. La situazione, come prevedibile già tre settimane fa, è tornata ad essere molto problematica e non migliorerà certo nei prossimi giorni.

Come imprenditori concordiamo sul primato della salute e sulla necessità di intervenire radicalmente al fine di scongiurare un eventuale blocco totale delle attività imprenditoriali che per esse segnerebbe la fine.

Questa situazione delle semi aperture e della provvisorietà è dannosa per l’economia.

L’esempio è quello del Regno Unito, che dopo estese chiusure, compresa quella delle scuole, e un’intensa campagna vaccinale, ha già programmato con date certe un ritorno, seppur parziale, alla normalità.

L’imperativo è chiudere in modo esteso per alleggerire la pressione sugli ospedali e sul personale sanitario, non sottraendolo alle vaccinazioni e agli altri reparti, quindi riaprire in modo definitivo con numeri realmente tracciabili e un’alta percentuale di vaccinati”.

E’ quanto scrive in una nota Domenico Mamone, presidente del sindacato datoriale Unsic, con oltre tremila uffici in tutta Italia tra Caf, patronati e Caa, nonché autore di “Covid e dintorni” con il giornalista Giampiero Castellotti.

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