Piano industriale del Lazio: crescono investimenti ed esportazioni, fissati i punti strategici del futuro

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Regione Lazio e Unindustria hanno discusso dell’economia del territorio

ROMA – L’aggiornamento del Piano Industriale, a un anno dal suo lancio come previsto nella presentazione del 2025 a cura della Regione Lazio e Unindustria, conferma il buon andamento dell’economia laziale, che si distingue nel panorama nazionale con dati incoraggianti sopra la media nazionale: dopo il +1,2% del 2024 (a fronte del +0,7% dell’Italia), anche le stime per il 2025 si attestano su indici positivi con alcune rilevazioni, come quelle di SVIMEZ, che indicano il Lazio come prima regione per tasso di crescita con un +2% su base annua.
Un risultato caratterizzato, tra gli altri fattori, anche dal contributo dell’Industria, a conferma
della strada indicata dal Piano Industriale nel suo messaggio di fondo: ristabilire il giusto
equilibrio di manifattura e servizi avanzati nell’economia regionale rende la crescita più
stabile e solida.
Per quanto riguarda gli indicatori di performance, utili a monitorare gli andamenti e gli effetti delle azioni del Piano, il 2025 si caratterizza per una crescita della propensione agli investimenti, e un’altra importante performance nelle esportazioni con un +9,7%.
Incoraggianti i segnali sul fronte della crescita dimensionale delle imprese, che rimane uno
dei grandi obiettivi su cui insistere insieme all’impegno più serrato sul fronte dell’innovazione e dell’aumento degli occupati a più alta specializzazione, che può beneficiare di un trend positivo nella capacità di trattenere e attrarre nuovi laureati.
Diverse sono le leve mosse in questo anno dalla Regione Lazio nel novero dei cosiddetti
attivatori: dall’istituzione della Zona Logistica Semplificata alla presentazione della nuova
legge sul Consorzio Industriale del Lazio, dalle misure per il sostegno agli investimenti, alle tecnologie critiche e al venture capital (con circa 500 milioni di euro di risorse impegnate e in parte impiegate) fino all’avvio delle iniziative della delibera Invest in Lazio per un programma di retention delle Multinazionali e attrazione di progetti di Grandi Imprese.
A un anno dal suo lancio, dunque, il Piano Industriale si conferma una piattaforma valida su cui convergono contributi diversi e un impegno istituzionale che ne rafforza credibilità e forza: una strategia condivisa per affrontare sfide complesse legate anche al clima geopolitico di generale incertezza, dove il costo dell’energia e il calo della spinta del PNRR rappresentano, per le imprese, elementi di criticità.
L’aggiornamento presentato, oltre a dare conto dell’evoluzione dello scenario, si caratterizza per l’individuazione di un numero più ristretto di priorità su cui concentrare gli sforzi nei prossimi 12 mesi, distribuite su quattro ambiti di azione.

Gli Stati Generali della Logistica 2026, per consolidare la logistica come motore competitivo puntando su digitalizzazione e governance condivisa, e l’avvio operativo del Consorzio Industriale, chiamato a definire piano delle attività, investimenti e allargamento del perimetro alle Aree Industriali.
Un’Agenda regionale delle semplificazioni, con la piena operatività della Zona Logistica Semplificata e una nuova fase del piano Invest in Lazio, con portale aggiornato e focal point dedicato a multinazionali e nuovi investitori.
Risorse per lo Sviluppo: il rifinanziamento e potenziamento degli strumenti a supporto della solidità finanziaria delle imprese, dai basket bond alla patrimonializzazione, in vista anche dell’impostazione della nuova programmazione europea 2028-2034.
Competenze: l’urgenza di investire su reskilling e upskilling per tutelare il capitale
umano del Lazio, il ruolo sempre più decisivo dell’Intelligenza Artificiale in tutti i settori, e
una nuova strategia per il Rome Technopole, con l’obiettivo di rendere operativo al
Tecnopolo Tiburtino il polo di supercalcolo HPC della rete CINECA.
Restano fermi alcuni tracciati di medio-lungo periodo necessari a sostenere la crescita, come il potenziamento delle infrastrutture regionali: a Roma l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino, nel resto del Lazio vanno avviati i progetti della Roma-Latina e della Cisterna-Valmontone, completate la Orte-Civitavecchia e il raddoppio della Salaria. Di primaria importanza, nel basso Lazio, anche il progetto dell’Alta velocità a Ferentino e il rinforzo dei collegamenti stradali trasversali tra le province, come la pedemontana di Formia.

Grande attenzione, infine, ai temi strategici territoriali: dal phase out di Civitavecchia al futuro delcomparto automotive nel cassinate.
Il lavoro presentato oggi rappresenta un ulteriore passo in avanti nel percorso di corresponsabilità tra Regione e Imprese perché seleziona interventi con maggiore
puntualità, ma indica anche alcuni temi su cui Unindustria porterà avanti progetti in
maniera autonoma nell’interesse comune del raggiungimento degli obiettivi del Piano
come analisi per la valorizzazione delle filiere produttive, iniziative pilota per l’ammodernamento delle aree industriali e per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese.
Il Lazio può e deve puntare ad essere sempre più una grande regione d’impresa e di
innovazione, protagonista in sfide cruciali per l’Italia e l’Europa come quelle del Digitale e
dell‘Intelligenza Artificiale, delle Industrie Creative, della Salute, dell’Energia fino alle
nuove frontiere dello Spazio e della Sicurezza.

«A un anno dal lancio, il Piano Industriale non è più solo un’analisi condivisa, è un cantiere aperto, che si sta dimostrando una piattaforma credibile su cui convergono istituzioni e imprese con un impegno chiaro. E i dati ci danno ragione: il Lazio continua a crescere più della media italiana, con l’industria che si conferma motore decisivo di questo risultato. Ma non basta consolidare, bisogna accelerare. Per questo indichiamo con convinzione le priorità dei prossimi dodici mesi, dalla piena operatività della Zona Logistica Semplificata al rilancio del Consorzio Industriale, dal potenziamento delle risorse per gli investimenti fino a un impegno deciso su competenze e Intelligenza Artificiale, perché il capitale umano resti il vero vantaggio competitivo del nostro territorio. Continuiamo a lavorare perché il Lazio possa rivendicare, con i fatti prima ancora che con l’orgoglio, il proprio ruolo di terra d’impresa» ha commentato il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo.