Regione Lazio – La Tosini bocciava le energie alternative (mirate) per favorire le discariche

Da rivedere anche le posizioni volutamente deviate su Torre Alfina e Civitavecchia. La “mission” era quella di bloccare iniziative degli imprenditori lontani (soprattutto politicamente) dal giro della “cricca”

ROMA – La Procura di Roma ha una montagna di carte contro Flaminia Tosini che è solamente la punta dell’iceberg sul “sistema rifiuti”.

Valter Lozza aveva le discariche e come lui anche altri sul nostro territorio. La politica era bloccare ogni alternativa che potesse mettere a rischio gli immensi guadagni legati alla tombatura dei rifiuti.

Termovalorizzatori sì, biodigestori e geotermia no. In particolare geotermia no se si tratta di quella di Torre Alfina. Spuntano delle denunce, ma dagli atti usciranno intercettazioni con politici e altri nei prossimi giorni.

Una prima denuncia fatta da Diego Righini nel 2018 a seguito dell’uscita di un articolo su un giornalino online della provincia:

La General Manager aveva presentato un progetto che prevedeva la realizzazione di un impianto geotermico pilota per la produzione di calore ed energia elettrica, con potenza 5 MW senza emissioni in atmosfera, situato nel campo geotermico di “Torre Alfina”, al confine tra la provincia di Viterbo e quella di Terni.

Il sito prescelto è stato oggetto di interventi di indagine realizzati da ENEL negli anni ’70 che, tramite la realizzazione di 10 pozzi, ha definito le caratteristiche chimiche/fisiche del fluido geotermico presente. La Centrale Elettrica, con utilizzo del ciclo ORC (Organic Rankine Cycle) – sistema organico avrebbe permesso il recupero del calore di scarto in uscita dei processi industriali per produrre energia elettrica da destinare a diversi utilizzi quali i processi industriali, di riscaldamento per le abitazioni e in agricoltura oltre al recupero di parte di una cava per l’estrazione di basaltina, dismessa ed inutilizzata, in località “Case Greppe”.

Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare avevano dichiarato che il progetto proposto rientrava in una sperimentazione avviata dal Ministero dello Sviluppo Economico per promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove Centrali Geotermiche a ridotto impatto ambientale.

Il Progetto “Torre Alfina” è stato esaminato dalla commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (CIRM) del Mise che aveva dato un primo parere favorevole. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, aveva espresso giudizio di compatibilità ambientale con parere n. 2490 del 2 agosto 2017 ed ha condiviso il parere della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS, avendo acquisito i pareri favorevoli della Regione Umbria e dell’Autorità di bacino del fiume Tevere.

Ovviamente la politica ha iniziato a mettersi di traverso. A quanto ci risulta, tra le decine di migliaia di intercettazioni telefoniche e ambientali erano tutti d’un sentimento. Bocciare tutto ciò che era proveniente dagli imprenditori vicini al centrodestra (o lontani dalla cricca) e privilegiare l’allargamento delle discariche sparse sul territorio. La sorte della centrale geotermica di Torre Alfina sappiamo che fine a fatto ma, sull’argomento, sarà interessante leggere le carte.

Sotto esame anche le discariche di Viterbo e Civitavecchia.

La lettera giornalistica dell’ordinanza di custodia cautelare a carico dei “fidanzatini” Valter Lozza e Flaminia Tosini è niente rispetto a quello che risultano essere i loro legami con la politica del territorio.

Sarà interessante leggere anche le intercettazioni ambientali che riguardano la figura di Flaminia Tosini politica (vice sindaco a Vetralla) e i suoi rapporti con gli esponenti e referenti del suo partito a livello regionale e nazionale.

In molti iniziano a preoccuparsi perché la Tosini, tra un viaggio alle Maldive, un orologio di Cartier e la pioggia di soldi sui conti correnti, era solita accontentare i “compagni” di partito sul territorio.

Tra qualche giorno inizieremo a pubblicare tutte le cose che riguardano in particolar modo la provincia di Viterbo e la città di Civitavecchia. Le carte sono tante, gli intrecci politici pure.

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