Civitavecchia e Ladispoli escluse dai contributi regionali sui rifiuti per “incapacità” nel presentare le domande

Tedesco ha omesso l’integrazione di documenti richiesta mentre Grando ha sbagliato completamente progetto. Così i due sindaci hanno penalizzato i cittadini del litorale nord laziale, colpiti dalle scellerate politiche del sindaco di Roma Raggi che per mesi ha portato in zona i rifiuti di Roma

ROMA – Quando i sindaci si lamentano delle poche risorse a disposizione non sempre la colpa è del Governo o della Regione. Capita, spesso, che i primi colpevoli siano proprio loro e come gestiscono i comuni che amministrano.

E’ il caso dei comuni di Civitavecchia e di Ladispoli che sono stati esclusi da un importante bando regionale sulla raccolta differenziata per “incapacità” nella presentazione delle domande.

Il 16 luglio 2021 il direttore ad interim della Direzione “Ciclo dei Rifiuti”, Wanda D’Ercole, ha firmato la Determinazione dirigenziale avente oggetto: “Bando a favore dei Comuni del Lazio per la concessione dei contributi finanziari per la realizzazione di progetti riguardanti la raccolta differenziata ed in particolare la tariffazione puntuale approvato con Determinazione n. G16459 del 30/12/2020 – Approvazione graduatoria degli interventi ammessi a contributo…”.

Sono 16 i comuni esclusi dalla possibilità di accedere all’importante (per i contribuenti e per le casse del comune) finanziamento regionale e tra questi proprio Civitavecchia e Ladispoli.

Con motivazioni da brividi: il comune guidato da Ernesto Tedesco, secondo quanto si legge nella Determina regionale, “non ha dato riscontro alla richiesta di integrazione documentale”;

L’amministrazione guidata da Alessandro Grando, invece, “non ha presentato un progetto di fattibilità per la TARIP bensì i documenti della gara d’appalto dell’intero servizio di igiene urbana”.

Praticamente “Fischi per Fiaschi”.

L’incapacità (o la negligenza) nella presentazione della domanda ha fatto sì che i due comuni del litorale nord laziale siano rimasti esclusi dal contributo regionale che tende ad agevolare il “passaggio all’applicazione della tariffa puntuale in tutti i comuni della Regione. Un meccanismo che permetterà all’utente di pagare in base ai rifiuti indifferenziati prodotti: secondo il principio ‘chi meno rifiuti produce, meno paga.”

Meccanismo da cui saranno esclusi i cittadini di Civitavecchia e Ladispoli, grazie all’incapacità degli amministratori nel presentare la domanda alla regione Lazio.

Nel documento firmato dal Direttore D’Ercole è contenuto un elenco di 148 comuni ammessi al contributo anche se, ad ora, soltanto i primi 67 hanno avuto accesso al finanziamento in quanto sono andati ad esaurire la copertura finanziaria di 2 milioni di euro.

I restanti “andranno a costituire la riserva dei progetti dai quali eventualmente attingere per futuri possibili scorrimenti derivanti da economie nella realizzazione degli interventi”.

Tra i 148, come detto, sono esclusi Civitavecchia e Ladispoli che, quindi, non hanno beneficiato del finanziamento. Né ora né mai. Una ulteriore beffa per i cittadini del litorale nord del Lazio che, dopo essere stati colpiti dalle scelte di Zingaretti e Valeriani che hanno deciso di inondare Civitavecchia (e Viterbo) di rifiuti provenienti da Roma per togliere dai guai quell’incapace sindaco di Roma Virginia Raggi.

Adesso, i cittadini, si trovano a pagare le inefficienze delle amministrazioni comunali, incapaci di presentare una domanda decente per poter accedere ai contributi regionali.

 

Bando a favore dei Comuni del Lazio per la concessione dei contributi finanziari per la realizzazione di progetti riguardanti la

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