Covid, ristoratori chiedono i danni alla Cina. Iniziata la causa a Viterbo. Bianchini (Mio Italia). “Vinto il primo round”

VITERBO – Partita la causa contro la Cina intentata dai ristoratori di Mio Italia, l’associazione guidata dal viterbese Paolo Bianchini, per avere un risarcimento danni per la pandemia che ha messo in ginocchio il settore.

 “Possiamo dire che ci siamo aggiudicati il primissimo round della causa di risarcimento danni alla Cina, a riprova che la nostra azione legale è seria e fondata”,    Lo ha reso il leader del movimento. Presso il Tribunale di Viterbo si è infatti tenuta la prima udienza della causa intentata da Mio Italia contro il Ministero della Sanità della Cina per aver lanciato in ritardo l’allarme Covid, impedendo così allo Stato italiano una rapida assunzione dei provvedimenti atti a ridurre le conseguenze derivanti dalla diffusione del virus. Ciò, a cascata, ha provocato enormi  problemi economici alle aziende del comparto della ristorazione (Horeca), molte delle quali sono fallite.

Nella prima udienza sono stati superati i possibili vizi di notifica riguardanti l’atto di citazione inviato da Mio Italia al Ministero della Sanità della Repubblica Popolare Cinese. “È un fatto molto importante. Ora si passa alla fase successiva del procedimento, dove chiederemo la contumacia in caso di mancata presentazione di un rappresentante legale del Ministero cinese”, ha spiegato l’avvocato Marco Vignola, che guida lo studio legale di cui si avvale l’associazione.

Con l’atto di citazione, inviato lo scorso luglio, Mio Italia chiede il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito dai suoi iscritti per il blocco di tutte le attività d’impresa a partire dal 12 marzo 2020 nella misura che verrà definitivamente quantificata in corso di causa, anche per l’attuale incertezza sulla data finale del periodo pandemico. Nello specifico si tratta di danni patrimoniali per mancato guadagno, anticipata chiusura delle strutture del comparto, liquidazione del personale, nonché anticipata risoluzione dei contratti di fornitura. E di danni non patrimoniali, quindi morali ed esistenziali, per la lesione di interessi costituzionalmente protetti. “Siamo Davide contro Golia e questo ci motiva ancora di più. Secondo una nostra stima, i danni per le imprese di MIO Italia ammontano, finora, ad almeno 200 milioni di euro”, ha dichiarato Paolo Bianchini. La prossima udienza si terrà il 23 novembre 2022.

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