Tarquinia – Giulivi: “Pro-Tarquinia e Comune di Civitavecchia saranno chiamati a rispondere di tutto”

TARQUINIA – L’assessore Dimitri Vitali si è presentato nell’ufficio del segretario generale Pompeo Savarino quattro giorni fa insieme a Paolo Giorgi e magicamente il “buffarolo” ha trovato il “vagone” giusto per alzare qualche spiccio il primo maggio.

Una fiera calendarizzata dalla Regione Lazio e riconosciuta come Mostra Mercato delle Macchine agricole di Tarquinia non può essere realizzata altrove, pena danni civili, penali, d’immagine ed economici.

Ed è su questa strada che intende muoversi il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi dopo aver inviato una lettera al sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco nella quale chiede di revocare la delibera con la quale si annuncia l’evento fieristico di Tarquinia a Civitavecchia.

“La Mostra Mercato delle Macchine agricole è la Mostra di Tarquinia e nessuno ce la può togliere – ha scandito stamattina il sindaco Giulivi in sede di conferenza stampa – Se Civitavecchia vuole fare una mostra la faccia pure, la chiami Mostra delle macchine agricole di Santa Fermina, ma quella di Tarquinia è e rimane a Tarquinia. Farò tutto quello che è in mio potere fare, sia nei confronti dell’amministrazione comunale di Civitavecchia sia nei confronti di Paolo Giorgi come presidente della Pro Tarquinia, a tutela del danno d’immagine ed economico che è stato provocato alla nostra città. Pagheranno le conseguenze di tutto quanto. Martedì porterò gli atti in Procura”.

Un fiume in piena il primo cittadino etrusco che stamane ha ripercorso tutte le tappe legate alla Mostra Mercato delle Macchine agricole di Tarquinia, con gli errori e i ritardi di Giorgi, da lui stessi ammessi nel comitato per l’ordine e la sicurezza, nel presentare i documenti per la realizzazione di un evento fieristico del quale si era iniziato a parlare, con progetti in grande e di rinnovamento, già a febbraio.

“Adesso basta, Tarquinia si deve riprendere la propria fiera, con l’amministrazione comunale e le associazioni dei commercianti in prima linea che, certamente, rappresentano una maggiore garanzia e tutela per la manifestazione. Per questo abbiamo scritto all’assessore regionale Orneli per chiedere di spostare l’evento fieristico a settembre e per chiedere di portare la mostra sotto l’organizzazione del Comune di Tarquinia”.

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L’ultima Mostra mercato delle macchine agricole si è tenuta a Tarquinia tre anni fa – ha spiegato il sindaco Giulivi – quando ancora questa amministrazione non si era insediata e c’era il commissario. Si è svolta regolarmente a Tarquinia Lido, poi ci sono stati due anni di fermo dovuti al Covid. Quest’anno, quando abbiamo capito che a fine marzo sarebbe stata dichiarata la fine dell’emergenza pandemica e avremmo potuto rifare la manifestazione, abbiamo subito iniziato a lavorare”.

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“Il 17 febbraio – ha spiegato il sindaco – abbiamo convocato in Comune il presidente della Pro Tarquinia Paolo Giorgi, chiedendogli una serie di documenti legati all’associazione, come lo statuto, il bilancio e ogni altro atto necessario per la realizzazione e l’autorizzazione dell’evento. Anche perché se il Comune deve intervenire in maniera economica per la realizzazione di una manifestazione deve avere le carte in regola”.Il progetto in previsione era in grande stile, ha ricordato il vicesindaco Luigi Serafini: “Volevamo infatti ampliare la fiera all’intero settore agricolo, coinvolgendo ad esempio l’Arsial, le associazioni agricole. L’obiettivo era riportare l’agricoltura in senso totale al centro della mostra: con convegni, coinvolgendo l’Università della Tuscia, le cooperative, il Biodistretto, l’istituto Cardarelli. Per supportare la Pro Tarquinia abbiamo detto di essere pronti ad entrare nell’organizzazione anche noi come Comune, ma purtroppo tutto ciò non è avvenuto”.

“Dopo il 17 febbraio – ha ricostruito il sindaco Giulivi – da parte della Pro Tarquinia c’è stato un lungo silenzio. A questo punto, il Comune di Tarquinia ha scritto una lettera, in data il 21 marzo, con la quale affermava che doveva pervenire, entro e non oltre il 26 marzo, tutta la documentazione inerente sia il piano di sicurezza sia la Pro Tarquinia. Ma ancora silenzio. Il 4 aprile 2022 ci viene richiesta dalla Pro Tarquinia, a me come sindaco, la disponibilità di lotti interni all’area fieristica, e come di consueto, tutta la parte dove si svolgerà la manifestazione. Due lettere datate 4 aprile, 20 giorni circa prima della data dell’evento. Io gli rispondo dicendo che questa amministrazione è intenzionata ad offrire la propria collaborazione alla realizzazione dell’evento. Aggiungo anche il sollecito ad inviare in Prefettura il piano di Sicurezza, che ancora oggi noi non abbiamo.

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Questa lettera porta la data dell’11 aprile. Successivamente alla lettera, gli uffici si adoperano e danno l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico, quindi il settore competente e la Polizia locale danno l’ok. Il protocollo generale acquisisce gli atti e il settore Tributi segnala che oltre al pagamento del suolo pubblico di 5mila 301 euro, la Pro Tarquinia non ha pagato gli accertamenti Tosap per l’anno 2018 e l’anno 2019, per un totale di 44mila 117,65 euro. Il 7 aprile ci perviene una ulteriore richiesta di ordinanza di occupazione del suolo pubblico come quella precedente, e l’ufficio Urbanistica rilascia l’ok. Non so quando Giorgi abbia mandato in Prefettura il piano di sicurezza, forse a ridosso del 14 aprile. A quel punto i tempi erano limitati. Da sottolineare che nella lettera dell’11 aprile avevo già specificato che la gestione della manifestazione fieristica necessitava anche “di un esplicito piano di sicurezza da inoltrare alla Prefettura, la cui approvazione non coinvolge soltanto il Comune di Tarquinia ma anche  altri enti e organismi, è ovvio quindi che la tardiva  presentazione potrebbe rappresentare un ostacolo reale e concreto alla effettiva realizzazione della manifestazione e ciò a prescindere dalla partecipazione del Comune stesso”.

“Il parere negativo della Prefettura arriva il 14 aprile – sottolinea Giulivi – e successivamente arriva una lettera da parte della Pro Tarquinia. Il 15 aprile l’associazione rinuncia all’occupazione del suolo pubblico vista la lettera di diniego del prefetto. Intanto il Comune è però andato avanti: con la Prefettura abbiamo cercato di dialogare per cercare di risolvere il problema e il Prefetto ha indetto un altro tavolo dell’ordine e la sicurezza il 21 aprile, per verificare il piano della sicurezza e vedere cosa si poteva fare. In Questura c’erano il comandante provinciale dei carabinieri, la guardia di finanza e tutti gli organi preposti. Il verbale redatto richiama l’evento fieristico “temporaneamente sospeso dal parere negativo della Prefettura”. Nel verbale è riportato che Giorgi si assume tutte le responsabilità per aver presentato in ritardo il piano di sicurezza (riconoscendo quindi un proprio errore) redatto con poco tempo a disposizione (ma perché se già a febbraio si era parlato e pianificato il progetto fiera?) Forse perché c’era già in mente qualcosa? – domanda Giulivi – Da gennaio ad aprile aveva tutto il tempo che voleva per preparare gli atti. Giorgi quindi, come da verbale, ha dichiarato di aver annullato la manifestazione, sollevando gli espositori dall’impegno, pensando che data la gravità del caso non avrebbe avuto modo e tempo di rimediare alla circostanza. Il prefetto preso atto delle dichiarazioni di Giorgi, ha tuttavia lasciato la parola alle varie componenti del tavolo per le varie carenze comunque riscontrate al fine della realizzazione dell’evento”.In sede di comitato Giorgi non ha dichiarato di aver preso contatti con Civitavecchia per lo svolgimento della stessa fiera nel Comune portuale.

Il comitato per l’ordine e la sicurezza del 21 aprile si chiude alle ore 13,50, la delibera del Comune di Civitavecchia riporta l’orario delle 13,15 dello stesso giorno. Quindi, prima che il comitato di sicurezza deliberasse sulla fiera di Tarquinia, c’era già una delibera pronta a Civitavecchia. Ma peggio ancora, la delibera richiama la richiesta presentata dalla Pro Tarquinia in data 19 aprile, quindi due giorni prima il comitato di sicurezza al quale Giorgi ha partecipato senza tuttavia illustrare l’intenzione di realizzare la fiera di Tarquinia a Civitavecchia. Solo quando sono rientrato da Viterbo a Tarquinia sono venuto a conoscenza della delibera del Comune di Civitavecchia, quindi la domanda è: da quanto tempo stavano organizzando questa cosa? Sicuramente molto tempo prima di tutte le lettere intercorse. Ieri mattina prima della conferenza stampa ha chiamato il sindaco Tedesco al quale ho chiesto cosa stesse accadendo. Ho spiegato al collega che non potevano fare la Fiera Mostra mercato delle macchine agricole di Tarquinia a Civitavecchia, invitando quantomeno a chiamarla Fiera di Santa Fermina o in altra maniera. Non solo. Ho anche scritto una lettera al sindaco di Civitavecchia nella quale ho chiesto di revocare la delibera in questione. Il Comune di Tarquinia ha scritto anche all’assessore regionale Paolo Orneli, nella quale ho chiesto di spostare la data della mostra, al 9, 10 e 11 settembre e di riportarla al Comune di Tarquinia, utilizzando strutture e società che hanno organizzato il Divino Etrusco con il coinvolgimento delle associazioni commercianti. La titolarità di questa mostra non se la può prendere una società fantasma come la Pro Tarquinia, non so se questo presidente sia stato eletto regolarmente dal consiglio, perché non abbiamo le carte di statuto e bilanci”.

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“Ho già dato mandato ad un legale per tutte le attività a tutela del Comune per il danno d’immagine, economico e su tutta la situazione accaduta, contro i vari attori: la Pro Tarquinia e nella persona fisica del presidente Paolo Giorgi e molte figure del Comune di Civitavecchia che dovranno assumersi la responsabilità. Ci sarà qualcuno che andrà ad analizzare tutti gli eventi accaduti e ci spiegherà come sono andate le cose. Questo è quello che volevo spiegare ai cittadini”.

“Ho il modulo della Prefettura di Roma e non è molto diverso da quello di Viterbo, per il rilascio delle autorizzazioni”, ha anche aggiunto il sindaco Giulivi. Secondo quanto emerso in conferenza stampa, il responsabile del sedime portuale dell’Adsp di Civitavecchia avrebbe dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione e , in considerazione anche della nuova pavimentazione , di non poter autorizzare il passaggio delle macchine con l’abbattimento dei cancelli. Emersi anche dubbi circa il fatto che il Comune di Civitavecchia avrebbe accettato una fiera senza polizze fideiussorie a garanzia di eventuali danni e senza ulteriori autorizzazioni, nella convinzione che le autorizzazioni per le bancarelle possano valere anche per questo ulteriore evento.

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Intanto da Civitavecchia il sindaco Ernesto Tedesco non ha ancora chiarito se intende revocare o meno la delibera, è invece intervenuto per dire: “Sono rimasto esterrefatto nell’apprendere delle parole e del tono usato questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal sindaco di Tarquinia – si legge in una nota  – Buffo è che la serie di dichiarazioni assurde per non dire di peggio (ma il nostro stile è sicuramente diverso) arrivi insieme all’invito alla mia amministrazione ad usare il buon senso. Avrei preferito lasciar passare, ma mi corre purtroppo l’obbligo di prenderne atto: valuteremo il tutto nelle sedi opportune, perché chi ne ha l’autorità, magari quella stessa che si intende invocare, soppesi attentamente tutto quello che è stato detto”.

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