Santa Marinella – Rifondazione: «Da Colfiorito a Capolinaro: la “Perla” degli abusi»

SANTA MARINELLA – Riceviamo e pubblichiamo: L’abusivismo a S. Marinella è una prassi non solo tollerata ma spesso incoraggiata. Dalla fine degli anni Sessanta in poi, speculazione edilizia e monocultura del mattone hanno saccheggiato il territorio, aggredendo non solo la costa e le colline ma addensando cemento nel centro urbano (demolizione delle antiche ville e giardini per far posto ad orrendi caseggiati; si veda l’esemplificativa vicenda Parco dell’Immacolata a S. Severa).

La classe politica di S. Marinella ha incarnato gli interessi di costruttori e speculatori i quali da sempre occupano seggi in giunta e consiglio comunale in prima persona. Il PRG del 1976 ha più che altro fotografato l’esistente, consentendo una crescita urbana abnorme. Ciò non ha posto fine agli abusi. Clamorosa è la sentenza del 19 aprile del 2022 con cui si impone alla giunta Tidei la demolizione delle villette abusive al n.132 Lungomare Marconi, autorizzate dallo stesso Tidei nel 2007. Grave fu l’autorizzazione ed i contenziosi successivi a carico dal Comune per sanare l’abuso.

Analogo sconcerto suscitano i problemi di smottamento e frana della collina di Colfiorito-Belvedere, dovuto dalle fosse a dispersione delle numerose ville nate abusivamente in zona agricola tra gli anni ’80 e ’90 e successivamente condonate.

Oggi il Comune si trova ad intervenire avviando uno studio per la costruzione di un collettore fognario che non aggravi ma salvi dal rischio di frana la zona di Belvedere. Sia lo studio che il collettore fognario sono a spese della finanza pubblica.

Ci si domanda: questi abusi edilizi hanno mai versato all’erario Comunale la Bucalossi?

Il nuovo collettore, se mai verrà costruito, sarà l’occasione di nuove cementificazioni in collina?

Per quanto tempo ancora gli abusi edilizi sulla costa e sulle colline saranno a carico dell’intera collettività?

Rifondazione esige la tolleranza zero nei confronti dell’abusivismo edilizio. E’ urgente per il nostro Comune superare l’obsoleto PRG per dotarsi dei nuovi criteri urbanistici previsti ed imposti per legge dal nuovo PTPR. Sarebbe anche ora che la città scegliesse una classe politica alternativa agli interessi dei grandi speculatori edilizi, responsabili di continui scempi ed abusi.

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, S. Marinella

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