Civitavecchia Porto – Marina Yachting, Frascarelli, Palombo, Attig: “Il presidente del consiglio Mari abusa del suo ruolo e offende le isti

I consiglieri d’opposizione firmatari della nota: “Presunti comportamenti e interessi di natura privata? Forse la presidente ha avuto modo di conoscere nella sfera a lei vicina ma che certo non appartengono a noi”

CIVITAVECCHIA – Riceviamo e pubblichiamo: “Le parole e i toni usati dalla presidente del consiglio comunale sono inaccettabili, nella forma e nella sostanza e rendono evidente come la presidente Mari interpreti il suo ruolo di garante e arbitro del consiglio con parzialità e offendendo i consiglieri comunali che esercitano invece del tutto legittimamente il loro ruolo di controllo secondo quanto previsto dallo statuto e dai regolamenti.

Non comprendendo perché la presidente del consiglio comunale, scavalcando anche il Sindaco che è l’unica figura titolata a rappresentare il Comune di Civitavecchia nei rapporti con altri enti e amministrazioni dello Stato, abbia scritto una lettera aperta al presidente dell’ASP su una vicenda relativa al funzionamento del consiglio comunale della quale deve rispondere ai consiglieri comunali, non possiamo non stigmatizzare il comportamento della presidente Mari, rilevando al tempo stesso come la ricostruzione della Mari, evidentemente autoassolutoria rispetto alle tempistiche e alle modalità seguite nell’incardinare l’iter della delibera, non tenga minimamente conto della richiesta – che invece è vincolante, ai sensi appunto dello Statuto e del regolamento del Consiglio – di convocazione del consiglio da parte di un quinto dei Consiglieri Comunali, richiesta di fronte alla quale la Presidente deve convocare il Consiglio entro 20 giorni.

Le altre valutazioni della Presidente circa gli “approfondimenti” che richieda una semplice presa d’atto (perché questo è la delibera di cui si parla) sul Marina Yachting, che ha visto iniziare il suo travagliato percorso amministrativo ormai quasi 7 anni fa, sono valutazioni politiche che non spettano a lei, nel suo ruolo di Presidente del Consiglio Comunale fare, ma semmai ai consiglieri nella discussione dell’atto in aula Pucci, dopo aver sentito l’illustrazione della delibera da parte del Sindaco, che ne è il relatore e che sull’importanza della questione si è già espresso positivamente e pubblicamente, in presenza di un rappresentante del Governo.

Quello che alla Presidente Mari non può essere consentito in alcun modo è rivolgersi a consiglieri comunali che hanno prodotto una istanza ai sensi delle norme che regolano il Comune e il Consiglio stesso, come portatori di “interessi sindacali, privati, partitici che tentano di spingere o frenare le leve dell’amministrazione pubblica e anche l’opposizione consiliare con i mezzi di informazione cerca di fare altrettanto”.

Altrettanto allusiva la frase finale rivolta dalla Mari al Presidente Musolino: “Come lei purtroppo ha avuto modo di toccare con mano, certi metodi non appartengono a chi ha rispetto delle istituzioni, del ruolo ricoperto, e soprattutto del mandato conferito dagli elettori”.

Ciò che emerge è che proprio la presidente del consiglio comunale è la prima ad utilizzare metodi che non possono appartenere in alcun modo a chi abbia rispetto delle istituzioni, del ruolo ricoperto e dell’istituzione consiliare che è chiamata a presiedere, alludendo a presunti comportamenti e interessi di natura di privata che la presidente forse ha avuto modo di conoscere nella sfera a lei vicina ma che di certo non appartengono a noi.

F.to

Giancarlo Frascarelli, Fabiana Attig, Vincenzo Palombo

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