Civitavecchia Porto – Quel limite sottile tra il traffico d’influenze, l’estorsione e il ricatto. Parliamo di Marina Yachting

Incomprensibile quanto imbarazzante lettera del presidente del consiglio comunale Emanuela Maria al presidente di Molo Vespucci, Pino Musolino, totalmente spettatore in questa assurda vicenda

CIVITAVECCHIA – La presidente del consiglio comunale di Civitavecchia, Emanuela Mari, ha inviato una lettera al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale, Pino Musolino.

Immaginiamo che ci sia stato un corto circuito tra i dirigenti che l’hanno consigliata e il ruolo istituzionale che la stessa ricopre.

Interferendo in modo palese su una “presa d’atto” della delibera proposta al consiglio comunale del sindaco Ernesto Tedesco ha messo, nero su bianco, una nota che speriamo sia frutto di un errore di valutazione e di ruolo. Gli anglosassoni definisco questi “errori”  misunderstanding.

Si tratta della delibera di discussione che riguarda il via libera alla realizzazione delle opere alla Marina Yachting. Una presa d’atto. La presidente del consiglio svolge, in questo ruolo, il semplice compito di passacarte.

Invece, mettendo nero su bianco, insinua dubbi e perplessità su una vicenda vecchia di anni che ha avuto la supervisione non dell’ufficio lavori pubblici ma, addirittura del Procuratore capo in persona Vardaro, Guardia di Finanza, Sovrintendenza ai Beni Culturali e chi più ne ha ne metta.

I più cattivi parlano di un tentati di “influenzare” la società proponente un projevt financing da oltre 23 milioni di euro su altri eventi collegati al porto. Per parlare a nuova perché suocera intenda ci sono interessi politici ad impedire a Port Mobility di continuare nel project se non non sistema qualcuno o qualcosa (ma in questo caso si potrebbe configurare l’estorsione).

Dire che la cosa va “riconsiderata” e che ci sono delle “perplessità” lascia pensare quasi che qualcuno voglia entrare nel merito di cose che non le competono. Ci auguriamo che il comunicato della presidente Emanuela Maria sia frutto di un equivoco, altrimenti, la chiamata in correità del Procuratore Vardaro potrebbe costare molto caro a qualcuno. Questo il contenuto del comunicato inviato al presidente del Porto, Pino Musolino che, giova precisare, in questa vicenda è semplice spettatore:

“Gentile Presidente Musolino, ci tengo che Lei in rappresentanza di tutta la comunità portuale, e soprattutto in forza della ritrovata sinergia tra Porto e città, sia informato insieme alla cittadinanza intera sugli atti relativi al progetto del Roma Marina Yachting”. A scrivere è la presidente del consiglio comunale, Emanuela Mari, che si rivolge direttamente al numero uno di Molo Vespucci in merito al Marina Yachting.

“Circa due settimane fa la proposta di delibera firmata dal Sindaco di Civitavecchia è giunta ai miei uffici – afferma Mari – nonostante il fondamentale (ed obbligatorio per legge) lavoro che gli uffici stanno portando avanti per sottoporre al consiglio comunale i documenti relativi al bilancio consuntivo e al bilancio previsionale della città, ho predisposto gli atti per l’invio alla commissione sviluppo portuale della delibera. In commissione capigruppo una parte dell’opposizione ha evidenziato che fosse necessario un passaggio anche in commissione urbanistica. In accordo con gli stessi capigruppo ho pertanto inviato una nota al Segretario Generale per dirimere la questione. La risposta è arrivata in data odierna e quindi gli atti del Marina Yachting sono all’ attenzione della commissione sviluppo portuale. Tutto ciò nel rispetto delle norme e della trasparenza.

Lei, come tutta la città, converrà con me che scelte così importanti, che hanno iter amministrativi in essere dal 2015, meritano tutta l’attenzione e l’approfondimento da parte dell’amministrazione comunale.

Spesso interessi sindacali, privati, partitici tentano di spingere o frenare le leve dell’amministrazione pubblica. Anche l’opposizione consigliare con i mezzi di informazione cerca di fare altrettanto.

Come lei purtroppo ha avuto modo di toccare con mano, certi metodi non appartengono a chi ha rispetto delle istituzioni, del ruolo ricoperto, e soprattutto del mandato conferito dagli elettori”.

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