Rifiuti – Nel Lazio per aggirare le interdittive antimafia basta fare una voltura. Il caso Guidonia

Dopo il clamoroso caso Albano Laziale, anche a Guidonia la Tosini ha autorizzato una voltura per la gestione del TMB ad una società raggiunta da interdittiva antimafia prefettizia. L’ennesima svista degli Uffici regionali. Cosa aspetta Zingaretti a chiedere conto a chi gestisce gli iter autorizzativi?

GUIDONIA – Alla regione Lazio va di moda la “recidiva”. Ci si può sbagliare una volta, come quando ci siamo accorti (NOI) dell’interdittiva antimafia sulla discarica di Albano Laziale, ma quando questo succede di nuovo e in modo ancor più clamoroso, allora Nicola Zingaretti deve cominciare a pensare di prendere seri provvedimenti.

Vediamo se questa volta il Direttore Vito Consoli o l’assessore Valentina Corrado verranno a dirci che quanto vi dimostriamo, carte alla mano, viene denunciato da loro. Magari segnalandolo alla Procura.

E’ noto che da luglio 2021 prima la Raggi e poi Gualtieri, primi cittadini di Roma Capitale e della città Metropolitana di Roma, ignari e senza colpa, avevano autorizzato con un’ordinanza la riapertura della discarica di Albano Laziale.

Poi sequestrata dalla Procura di Velletri per la mancanza della garanzia post mortem e poi dissequestrata per la presentazione di tale garanzia.

 

Doc 7 Interdittiva antimafia (1)

 

Ad oggi, però, il sito di Roncigliano non ha ancora ripreso le attività anche perché sullo stesso si è sollevata un’altra pesantissima polemica. Sulla società proprietaria della discarica da anni pende un’interdittiva antimafia che la regione ha ignorato, sia quando ha rinnovato tutti gli iter autorizzativi che, soprattutto, quando nel 2020 l’allora dirigente Flaminia Tosini ha autorizzato la voltura tra Pontina Ambiente (raggiunta dall’interdittiva) e Ecoambiente.

L’interdittiva del 2006, poi rinnovata nel 2014 dal Prefetto Pecoraro e ribadita dalla recente sentenza del Tar del marzo 2022, è stata “tirata” fuori dal nostro giornale il 13 gennaio 2022. Da quel giorno polemiche che hanno interessato Audizioni in Commissione Trasparenza del Consiglio regionale, Question time, pareri dell’Avvocatura.

Con qualcuno che ci ha provato dicendo che si trattava di provvedimenti vecchi e superati, o altri (assessore Corradi in risposta a question time anche se non competente) che non hanno detto la verità sulla data in cui l’Ufficio di Consoli si sia attivato per il parere dell’Avvocatura regionale (citato in Aula un protocollo con data diversa).

A sbugiardare l’operato della Tosini, che ha rilasciato la voltura dalla società colpita dal provvedimento antimafia ad altra società, e a bacchettare Vito Consoli per non aver operato una seria attività di controllo sugli atti pregressi e sulle autorizzazione in corso, ci ha pensato un altro organo della regione Lazio, l’Avvocatura regionale, che in una dura relazione di alcune pagine ha ribadito che l’operazione effettuata altro non era che “interposizione fittizia per eludere i limiti posti dalla normativa antimafia”.

Se da Albano Laziale, poi, ci spostiamo a Guidonia la vicenda si ingarbuglia ancor più. Con risvolti clamorosi che riguardano anche Albano Laziale. Con sviste molto più gravi di quello che vi abbiamo raccontato.

A Guidonia c’è un TMB che fa capo al gruppo Cerroni. Da giorni circola voce che, con l’emergenza romana, l’impianto potrebbe entrare in funzione per accogliere i rifiuti di Roma. Ma, anche se questo non dovesse avvenire, rimane comunque un sito autorizzato che da un giorno all’altro potrebbe cominciare a ricevere rifiuti.

L’impianto è stato autorizzato con Determinazione n. C1869 del 02/08/2010 con rilascio di Autorizzazione integrata ambientale, (A.I.A.), al Gestore CO.LA.RI. per la realizzazione di un impianto integrato di recupero e valorizzazione di rifiuti non pericolosi (TMB). Successivamente, con Determinazione n. G08880 del 17/07/2015 la regione ha approvato le richieste di modifiche non sostanziali all’autorizzazione integrata ambientale (AIA).

 

RIF_DD_G08880_17_07_2015

 

Ma sempre il 17 luglio 2015 c’è un’altra importantissima Determinazione, la n. G08879, con cui la regione Lazio ha provveduto a volturare l’autorizzazione dal CO.LA.RI. alla società Ambiente Guidonia s.r.l. Atto sottoscritto dall’ex Direttore Manuela Manetti e da un’esperta in volture: Flaminia Tosini.

 

RIF_DD_G08879_17_07_2015

 

Quello che si legge nell’atto firmato dalle due dirigenti regionali è sconvolgente. Forse peggio di quanto abbiamo già denunciato per la voltura avvenuta tra Pontina Ambiente (sottoposta ad interdittiva antimafia) e Ecoambiente, per quanto concerne la discarica di Albano Laziale. Con l’Avvocatura regionale che, nell’occasione, si è scagliata contro l’operato degli Uffici regionali.

Nella voltura alla società Ambiente Guidonia s.r.l. dell’autorizzazione al TMB nel comune di Guidonia, si legge chiaramente che la regione nel predisporre l’atto avrebbe acquisito la visura ordinaria della società e la “Certificazione del possesso dei requisiti di moralità previsti dalla legge da parte del rappresentante legale della “Colari Ambiente Guidonia S.r.l.”.

Alla nostra redazione non è stata trasmessa nessuna visura societaria ma è bastato trovarla e consultarla per capire, in pochi secondi, che si aveva a che fare con una vicenda molto simile a quanto visto per il sito di Albano Laziale.

La regina delle volture, Flaminia Tosini, avrà sicuramente notato (o gli sarà sfuggito?) che la compagine sociale della AMBIENTE GUIDONIA s.r.l. è composta da: PONTINA AMBIENTE s.r.l. per quote pari al 39,6%; ECO ITALIA 87 s.r.l. per quote pari a 39,6%; ECOAMBIENTE s.r.l. per quote pari al 19,8%; IMPRESA A. CECCHINI & C.. s.r.l. con quote pari a 1%.

 

 

AMB. GUIDONIA CCIAA

 

La voltura sull’impianto di Guidonia è stata firmata a luglio 2015 e ci chiediamo se Flaminia Tosini e Manuela Manetti si siano accorte del fatto che la Pontina Ambiente, che possiede il 39,6 per cento di Ambiente Guidonia, era stata raggiunta da interdittiva antimafia, già nel 2006 e poi ribadita nel 2014 dal Prefetto Pecoraro.

Dunque, anche a Guidonia autorizzazioni e volture per la gestione dei rifiuti a soggetti colpiti da interdittiva antimafia. E senza che nessuno, all’interno degli Uffici regionali si accorgesse di ciò. Anche se, vista la frequenza con cui si ripetono questi errori, cominciamo a pensare che non si tratta solo di distrazione.

Nella Determinazione di voltura, come detto, il duo Tosini/Manetti dichiara di aver preso visione della “Certificazione del possesso dei requisiti di moralità previsti dalla legge da parte del rappresentante legale della “Colari Ambiente Guidonia S.r.l.” e che “la documentazione trasmessa è idonea e sufficiente a dimostrare la sussistenza dei requisiti necessari per la volturazione dell’autorizzazione e dall’esame di tutta la documentazione allegata all’istanza di voltura non sono stati rilevati elementi ostativi alla concessione della volturazione della AIA in favore della “Ambiente Guidonia S.r.l.”.

Ci chiediamo quali siano questi requisiti morali e se siano compatibili con la rappresentanza di una società posseduta per quasi la metà delle quote da un’altra società raggiunta da interdittiva antimafia. A via Cristoforo Colombo hanno uno strano concetto di moralità.

Non solo. Con Determinazione G02450 dell’8 marzo 2021, l’allora Direttore ai rifiuti, Flaminia Tosini, ignara (?) dell’interdittiva antimafia pendente su Pontina Ambiente da lei stessa bypassata in più di un’occasione, firma il documento per la presa d’atto dell’ottemperanza delle prescrizioni propedeutiche all’avvio dell’esercizio dell’impianto di Guidonia. Una settimana dopo Flaminia Tosini viene arrestata insieme a Walter Lozza nella vicenda che riguardava la discarica di Monte Carnevale.

 

RIF_DD_G02450_08_03_2021

 

L’8 marzo 2021 Tosini ha scritto, sull’atto per l’avvio dell’impianto di Guidonia, che “l’impianto in argomento concorre alla rete di impianti per la gestione dei rifiuti nella Regione Lazio e lo stesso risulta fondamentale (anche a seguito degli incendi avvenuti negli impianti di Albano Laziale e di Roma, via Salaria) per la chiusura del ciclo integrato di rifiuti urbani all’interno dell’ATO Roma riportato sia nel precedente Piano dei Rifiuti di cui alla DCRL n. 14 del 18/01/2012 che nell’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio 2019-2025 (da un’economia lineare a un’economia circolare), approvato in Consiglio Regionale (D.C.R. n. 4 del 05/08/2020)”.

Ha dimenticato, però, che l’impianto era ed è gestito da una società a cui è precluso avere con la Pubblica Amministrazione qualsiasi tipo di rapporto.

Cosa è successo all’interno della regione Lazio?

Come è stato possibile mantenere in piedi le autorizzazioni per due impianti (TMB di Guidonia e discarica di Albano Laziale) destinatari in maniera diversa, ma in entrambi i casi senza ombra di dubbio, di interdittive antimafia?

Come ha fatto poi, il direttore Consoli, a non accorgersi di tutto questo?

Più volte è stato ribadito che sarebbe stato opportuno un intervento di controllo sugli atti firmati dalla Tosini. Soprattutto dopo aver letto cosa hanno scritto gli inquirenti di lei.

Invece il dottor Consoli ha continuato a mantenere le cose come erano e solo un nostro articolo datato 13 gennaio 2022, insieme all’Audizione in Commissione Trasparenza della regione Lazio, ha dato il via al famoso parere dell’Avvocatura regionale sulla discarica di Albano Laziale che ha ribadito che in pendenza di un’interdittiva antimafia, “l’espletamento di operazioni quali l’affitto di un ramo d’azienda debba essere valutato come possibile tentativo di eludere i limiti della normativa antimafia…. Il possibile carattere elusivo delle operazioni di affitto di ramo d’azienda rispetto alla normativa antimafia è già di per sé sufficiente per stabilire l’illegittimità delle volture”.

Insomma, se su Albano Laziale hanno effettuato volture da Pontina Ambiente a Ecoambiente per aggirare l’interdittiva antimafia, sul TMB di Guidonia, nella voltura effettuata nel 2015, non si sono resi conto che il 40% della Ambiente Guidonia è posseduta dalla stessa Pontina Ambiente. Ancora oggi soggetta ad interdittiva.

Ma dalla visura della Ambiente Guidonia emerge un altro particolare inquietante: oltre al 39,6 % posseduto dalla Pontina Ambiente, c’è anche il 19,6% posseduto dalla Ecoambiente, società destinataria della voltura della discarica di Albano. Questo fatto costituisce la prova lampante che tra le due società (anche se questo lo avevano capito anche i bambini) c’è uno strettissimo legame.

Un legame che dimostra in maniera ancora più evidente che la voltura tra chi gestiva la discarica di Albano e raggiunta dall’interdittiva antimafia, e la società a cui è stato ceduto il ramo d’azienda, è stato solo un goffo tentativo, comunque riuscito, di bypassare l’atto prefettizio.

Il famoso “tentativo di eludere i limiti della normativa antimafia” descritto dall’avvocato Murra nel parere. Sarebbe bastato controllare la visura della società che gestisce il TMB di Guidonia per trovare i collegamenti tra cedente e cessionaria. Ed evitare che chi è stato interdetto nel trattare con la pubblica amministrazione riesca a farlo comunque aggirando il provvedimento interdittivo

Ricordiamo ancora quando il dott. Consoli in una Audizione in Commissione Trasparenza, nel parlare dell’interdittiva sulla discarica di Albano disse: “dobbiamo ricordarci che noi oggi non stiamo trattando con chi ha avuto l’interdittiva antimafia, ma stiamo trattando con altre società, quindi è estremamente difficile capire bene come stanno le cose, come stanno i collegamenti, cosa dicono a questo proposito le interdittive antimafia”. Infatti, su Albano lui ha trattato con una società che è in un capitale sociale insieme alla “cedente” raggiunta da interdittiva. Se non è un legame questo…

E pensare che dalla penna (o firma digitale, visti i tempi) del dott. Consoli, negli ultimi tempi, passa tutta la gestione rifiuti del Lazio. Dalla autorizzazione per la discarica di Magliano Romano, alla mancata autorizzazione per una discarica controllata con annessa bonifica di Aprilia ad opera della Paguro. Il tutto passando per due volture rilasciate dalla Tosini a società raggiunte da interdittiva antimafia e da lui mai controllate. Siamo all’8 giugno 2022. Vediamo se qualcuno, tra qualche giorno, dirà che stava già lavorando per fare luce sulla compagine societaria che gestisce il TMB di Guidonia.

One Reply to “Rifiuti – Nel Lazio per aggirare le interdittive antimafia basta fare una voltura. Il caso Guidonia”

  1. Nel 2017, in seguito alla conferma dell’interdittiva a COLARI da parte del Consiglio di Stato, le associazioni locali riunite nel Comitato per il Risanamento Ambientale (CRA) fecero una segnalazione al DICA (Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo del Consiglio dei ministri), chiedendo se fosse da considerare fittizia la voltura tra COLARI ed Ambiente Guidonia srl (oltretutto, con identica sede sociale e legale). Il CdM non rispose nulla ed anzi, alla vigilia di Natale 2017, a firma Gentiloni, emise una Delibera con la quale si disponeva la
    prosecuzione del procedimento di autorizzazione incardinato illegittimamente dalla direttrice Tosini.

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