ROMA – L’ex sindaco ed ex presidente dell’autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, Giovanni Moscherini, è di nuovo sotto i ferri.
Dopo l’intervento di qualche giorno fa per l’applicazione di un pacemaker e visto che questo non è servito a regolare le frequenti aritmie del cuore e sono stati costretti ad intervenire nuovamente sul cuore.
Questa volta l’intervento serve per effettuare l‘ablazione coronarica. Procedura minimamente invasiva che elimina le aree del cuore responsabili delle aritmie, ripristinando il normale ritmo cardiaco.
L’ablazione cardiaca, o ablazione transcatetere, è un intervento utilizzato per trattare le aritmie cardiache quando i farmaci non sono sufficienti o causano effetti collaterali significativi. L’obiettivo è eliminare o modificare il tessuto cardiaco che genera impulsi elettrici anomali, responsabili di fibrillazione atriale, tachicardie sopraventricolari, flutter atriale o extrasistoli ventricolari.
La procedura è minimamente invasiva e non richiede un intervento a cuore aperto. I cateteri vengono inseriti attraverso la vena femorale o giugulare e guidati fino al cuore, spesso con l’ausilio di raggi X o sistemi di navigazione elettromagnetici. Una volta localizzata l’area anomala, il tessuto viene distrutto.
L’ablazione ha un’alta efficacia, con tassi di successo superiori all’85-90% nelle aritmie sopraventricolari. I rischi includono complicanze legate all’accesso vascolare, danni al tessuto cardiaco sano, aritmie post-procedura o, più raramente, necessità di intervento chirurgico se la procedura non è efficace. Solo al momento dell’intervento il chirurgo potrà capire in che modo intervenire per ridare una vita normale a Moscherini e quindi poter fare la convalescenza a casa.

