Roma – Un Ferragosto da record per le presenze, ma anche da conti salati. Il litorale laziale, i laghi e le mete di montagna hanno registrato il tutto esaurito in questa giornata clou dell’estate italiana, con centinaia di migliaia di romani e turisti in fuga dalla città verso il mare e le zone più fresche della regione.
Ma la folla, come spesso accade, si è portata dietro anche il caro-prezzi, lasciando molti villeggianti con l’amaro in bocca oltre che con il conto salato.
Sulla costa, da Torvaianica a Fregene, passando per Ostia, il sold out è stato pressoché totale: anche il centro di Roma, complice il gran caldo che ha spinto tantissimi verso l’acqua, si è svuotato in favore del litorale, dove non si trovava un ombrellone libero già dalle prime ore del mattino. Una giornata di pieno assoluto che avrebbe dovuto rappresentare una boccata d’ossigeno per l’economia turistica locale, ma che si è trasformata, secondo molte testimonianze, in un’occasione colta al volo da alcuni esercenti per applicare listini ben più alti del solito.
I numeri, del resto, raccontano di un vero e proprio boom della spesa fuori casa: secondo le stime, gli italiani hanno speso oltre un miliardo di euro nei pubblici esercizi nella sola giornata di Ferragosto, di cui almeno 500 milioni tra pranzi e cene al ristorante. A livello nazionale il conto medio a persona, bevande incluse, si aggira sui 60-65 euro, ma nelle località turistiche di mare i menu a base di pesce sono arrivati a costare tra i 70 e i 120 euro a testa.
Sul litorale romano la situazione ha assunto contorni ancora più netti. Un piatto di spaghetti alle vongole, semplice classico della cucina marinara, ha toccato punte di 20 euro nei locali storici di Ostia, contro i 13 euro di altri stabilimenti poco distanti: un pasto completo può arrivare a costare tra i 25 e i 45 euro a Ostia, fino a 60 euro a Fregene. E non va meglio per chi cerca semplicemente un ombrellone: tra Ostia e Fregene un lettino con ombrellone in prima fila può costare tra i 30 e i 50 euro al giorno, con punte oltre i 100 euro per i gazebo più esclusivi.
Non è un fenomeno isolato al 2026: secondo un’indagine di Altroconsumo su oltre 220 stabilimenti in dieci località italiane, i prezzi delle spiagge sono cresciuti del 6% rispetto allo scorso anno e di ben il 24% negli ultimi cinque anni, con il costo medio di un ombrellone e due lettini in prima fila, nella settimana clou di agosto, salito a 225 euro contro i 182 euro del 2021. Anche i chioschi da spiaggia segnano un +7%, con cibo e bevande che costano fino al 40-45% in più rispetto ai locali fuori dagli stabilimenti.
Proprio per arginare gli abusi legati al picco di richieste, il Codacons ha lanciato in questi giorni un appello ai controlli a tappeto su prezzi e supplementi in tutte le località turistiche, chiedendo alle autorità di verificare la corretta esposizione dei listini e la corrispondenza tra le tariffe pubblicizzate e quelle effettivamente applicate in alberghi, stabilimenti balneari, bar, ristoranti e parcheggi. “Il Ferragosto non può trasformarsi in un’occasione per applicare rincari ingiustificati approfittando dell’aumento della domanda”, ha ribadito l’associazione dei consumatori, invitando i cittadini a conservare scontrini e ricevute per segnalare eventuali anomalie.
Il pienone non ha riguardato solo il mare. Anche i laghi laziali e le zone di montagna, dal Terminillo alle vallate reatine, hanno visto arrivare frotte di villeggianti in cerca di refrigerio e di alternative meno battute rispetto alla costa, complice l’ondata di caldo che nei giorni scorsi ha fatto salire le temperature fino a 36 gradi anche a Roma. Anche qui, tra grigliate improvvisate e rifugi presi d’assalto, la tradizione del Ferragosto fuori porta si è confermata più viva che mai, sebbene con lo stesso trend di fondo: tanta gente, poco spazio, e portafogli sempre più leggeri.
Alla fine, tra chi si è goduto il mare, il lago o la montagna e chi è tornato a casa con qualche euro di troppo speso, resta il ritratto di un’Italia che a Ferragosto non rinuncia alla tradizione della vacanza, ma che fatica sempre di più a farla quadrare con il portafoglio.

