SCIACCA (AGRIGENTO) – Le immagini sono difficili da guardare. I guaiti dei cuccioli, la madre che continua ad affacciarsi dal terrazzo come se cercasse qualcuno in grado di salvarli, il sole implacabile che trasforma un terrazzo in una trappola mortale. È uno dei casi di maltrattamento animale più drammatici degli ultimi mesi quello emerso a Sciacca, dove quattro cuccioli sono morti dopo essere stati lasciati per ore sotto il sole cocente insieme ad altri cinque cani.
La tragedia si è consumata nel centro storico della città siciliana, su un terrazzo al terzo piano di un edificio. Secondo la ricostruzione delle autorità, nove cani – tre adulti e sei cuccioli – erano stati lasciati all’aperto con temperature che hanno raggiunto i 43 gradi, praticamente senza acqua e con un piccolo riparo di fortuna costituito da una tettoia in lamiera, del tutto insufficiente a proteggerli dal caldo estremo.
Le segnalazioni dei residenti
A fare scattare l’allarme sono stati alcuni cittadini che, sentendo i disperati guaiti provenire dall’abitazione, hanno contattato la Polizia Municipale e l’Ufficio comunale Benessere Animale e Randagismo.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale, i veterinari dell’Asp e il personale comunale specializzato. Tuttavia il salvataggio è stato rallentato dall’impossibilità di accedere immediatamente all’immobile, che risultava disabitato in quel momento. Anche i Vigili del Fuoco erano impegnati in un’altra emergenza e si è reso necessario attendere l’autorizzazione all’accesso e il ritorno del proprietario, che si è presentato soltanto dopo diverso tempo.
Una scena devastante
Quando i soccorritori sono riusciti finalmente a entrare, il bilancio era già drammatico. Quattro dei sei cuccioli erano morti. Altri due erano ancora vivi ma in condizioni gravissime, colpiti da un violento colpo di calore e già in preda alle convulsioni. Anche i tre cani adulti apparivano allo stremo delle forze.
Tra loro c’era la madre della cucciolata, un pastore maremmano, che nelle immagini riprese durante i soccorsi continua a muoversi nervosamente accanto ai piccoli ormai agonizzanti. Il video, girato da Adriana Montalbano, responsabile dell’Ufficio Randagismo del Comune di Sciacca e volontaria dell’associazione Balzoo, è diventato virale sui social e ha suscitato un’ondata di indignazione in tutta Italia.
“Una delle giornate più infernali della mia vita”
È la stessa Adriana Montalbano a raccontare quei momenti: «È stata una delle giornate più infernali della mia vita. E non solo per i 43 gradi, ma per le urla di cuccioli che si stavano letteralmente cuocendo sotto il sole rovente.»
Dopo il recupero, i due cuccioli superstiti sono stati ricoverati in una clinica veterinaria e, insieme alla madre, sono stati dichiarati fuori pericolo. Gli altri due cani adulti, risultati in condizioni cliniche migliori, sono stati affidati a un canile convenzionato. L’obiettivo delle associazioni è ottenere rapidamente il dissequestro degli animali superstiti affinché possano essere affidati in adozione e iniziare una nuova vita.
Il proprietario denunciato
Al termine degli accertamenti il proprietario degli animali è stato denunciato alla Procura della Repubblica con le ipotesi di reato di maltrattamento di animali e uccisione di animali d’affezione. Tutti gli animali sopravvissuti sono stati posti sotto sequestro, mentre le carcasse dei quattro cuccioli sono state messe a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti.
Le associazioni: “Serve una risposta più severa”
La vicenda ha provocato la mobilitazione delle principali associazioni animaliste.
L’OIPA ha annunciato la presentazione di una denuncia e la volontà di seguire il procedimento giudiziario chiedendo anche il cosiddetto “daspo cinofilo”, cioè il divieto permanente di detenere animali per il responsabile.
Anche la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente ha annunciato la costituzione di parte civile nel futuro processo, ricordando che la normativa oggi prevede pene fino a tre anni di reclusione nei casi in cui dal maltrattamento derivi la morte degli animali, con aggravanti se il fatto riguarda più esemplari.
Più critico il commento dell’attivista Enrico Rizzi, che ha denunciato come, nella pratica, l’attuale sistema sanzionatorio renda molto difficile che casi di questo tipo si traducano in una pena detentiva effettiva.
Un video destinato a lasciare il segno
A colpire maggiormente l’opinione pubblica non sono stati soltanto i numeri della tragedia, ma il filmato registrato durante il salvataggio. Nelle immagini si sentono distintamente i guaiti dei cuccioli agonizzanti e si vede la madre cercare disperatamente aiuto mentre gli operatori attendono di poter entrare nell’abitazione.
Sono immagini che raccontano più di qualsiasi parola il dramma consumatosi su quel terrazzo e che hanno riaperto il dibattito sulla tutela degli animali, sull’efficacia delle sanzioni previste per i maltrattamenti e sulla necessità di interventi ancora più rapidi quando vengono segnalate situazioni di emergenza.

















