Il Comitato denuncia carenze nell’assistenza e nella gestione quotidiana: «Negli ultimi due mesi la situazione era diventata insostenibile». Proteste già emerse pubblicamente nel luglio 2025
CIVITAVECCHIA – Nas, Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia e Asl Roma 4 sono intervenuti lunedì 27 luglio presso la Rsa Bellosguardo, in via delle Boccelle. Il controllo è stato reso noto dal Comitato Familiari-Tutori-Pazienti della struttura, in collaborazione con il Comitato nazionale Anchise Familiari Rsa-Rsd, attraverso una nota diffusa nelle scorse ore.
«Finalmente c’è stato un intervento dei Nas, dei Carabinieri del Comando Compagnia di Civitavecchia e dell’Asl Roma 4 presso la Rsa Bellosguardo», scrivono i familiari, spiegando che l’obiettivo era verificare alcune delle criticità più volte segnalate da chi ha un proprio caro ricoverato nella struttura.
La nascita del Comitato e il “silenzio” della direzione
Secondo la ricostruzione fornita nella nota, nelle ultime settimane i parenti degli ospiti si sono organizzati in un comitato per «tutelare e garantire una permanenza dignitosa dei propri cari». Sarebbero state inviate due richieste di incontro alla direzione della Rsa via posta elettronica certificata, coinvolgendo anche il sindaco di Civitavecchia e il direttore generale della Asl Roma 4.
A queste richieste, riferisce il Comitato, non sarebbe arrivata alcuna risposta da parte della proprietà, descritta come un «silenzio assordante». Solo grazie al successivo coinvolgimento del sindaco e dopo due incontri con la direzione della Asl sarebbe stato possibile arrivare al blitz delle autorità nella struttura.
Le criticità segnalate
Le contestazioni raccolte nella nota sono numerose. Al momento restano segnalazioni del Comitato, in attesa degli esiti ufficiali delle verifiche condotte dagli organi competenti.
I firmatari parlano di una situazione che si trascinerebbe da circa un anno, ma che negli ultimi due mesi sarebbe diventata «insostenibile», a causa di quello che definiscono personale specializzato insufficiente, con conseguente peggioramento dell’assistenza. Secondo la ricostruzione dei familiari, alcuni pazienti non sarebbero stati cambiati o accuditi adeguatamente, e non sarebbero sempre state garantite tutte le cure igieniche previste.
Tra le altre criticità elencate: la colazione servita, secondo quanto denunciato, in tarda mattinata; la scarsità di attività e terapie occupazionali dedicate ai singoli pazienti; pasti giudicati in alcuni casi scarsi e di qualità scadente; l’assenza di aria condizionata nelle camere; la somministrazione dei pasti nei corridoi; oltre ad alcune carenze di tipo strutturale.
Il Comitato tiene però a distinguere le responsabilità: le contestazioni, precisano, riguardano la gestione e non il personale in servizio. «Al personale va tutto il nostro plauso per l’impegno che mette nel gestire la struttura come meglio può», si legge nella nota, «ma sicuramente anche loro sono vittime del sistema».
Non è la prima volta
Non si tratta della prima segnalazione pubblica sulla Rsa Bellosguardo. Esattamente un anno fa, il 29 luglio 2025, Trc Giornale aveva già dato conto di un clima di crescente disagio tra i familiari degli ospiti, con dubbi sui livelli di assistenza e sul numero di professionisti effettivamente presenti in struttura.
Nella presentazione ufficiale della Rsa, la struttura viene descritta come dotata di 58 posti letto suddivisi in tre moduli, con uno staff composto da diverse figure sanitarie e sociosanitarie che garantirebbe «assistenza professionale personalizzata 24 ore al giorno», oltre alla presenza di spazi dedicati alla terapia occupazionale e di una palestra per la fisiochinesiterapia.
Le richieste dei familiari
Ora il Comitato chiede di conoscere quali conseguenze avranno i controlli appena effettuati e quali interventi verranno adottati nell’immediato. «Il problema è capire come verrà gestita la struttura, da chi e con quali risorse, perché così non può continuare», afferma il Comitato, che si rivolge direttamente al sindaco e alla direzione generale della Asl Roma 4 chiedendo indicazioni su come intendano procedere per tutelare la salute degli ospiti.
«Restiamo fiduciosi nell’operato delle figure istituzionali», concludono i familiari, «affinché intervengano tempestivamente per salvaguardare la salute e la dignità dei pazienti».
Restano ora da conoscere gli esiti ufficiali delle verifiche, gli eventuali provvedimenti che saranno adottati e la posizione della direzione della Rsa rispetto alle contestazioni contenute nella nota.

