Tre persone di Civitavecchia nel mirino degli inquirenti: due avrebbero accompagnato l’ex sindaco agli sportelli per una serie di prelievi, fino al tentativo di ottenere assegni circolari per 150mila euro
CIVITAVECCHIA – Giovanni Moscherini sembra essere diventato il bersaglio prediletto di truffatori seriali a caccia di guadagni facili.
Approfittando delle sue condizioni di salute, l’ex sindaco di Civitavecchia e già presidente dell’Autorità di sistema portuale è finito più volte nelle mani di persone senza scrupoli. Il primo caso è già arrivato a processo. Il secondo è appena stato aperto dalla polizia.
Colpito da un ulteriore malore e dopo una lunga degenza al Policlinico Gemelli, Moscherini ha fatto ritorno nella sua abitazione di via Cortina d’Ampezzo, a Roma. Ed è lì che sarebbe cominciata la gara di solidarietà “interessata” di alcuni soggetti che, approfittando della sua fragilità, avrebbero iniziato a circuirlo e a convincerlo a recarsi in banca.
Naturalmente accompagnato dai “volontari” dell’assistenza. Dopo una serie di prelievi di importo contenuto, distribuiti su più giorni, sarebbe arrivato il tentativo di mettere a segno il colpo grosso.
Si sono presentati nella filiale della Bcc e Moscherini ha chiesto l’emissione di assegni circolari per 150mila euro. Il direttore, insospettito dall’operazione e notando che l’ex presidente dell’Authority non appariva perfettamente lucido, ha chiamato la polizia. Gli agenti hanno identificato i due accompagnatori — tutt’altro che disinteressati — e hanno trasmesso la denuncia all’autorità giudiziaria.
Aperto il fascicolo, gli investigatori si sono poi recati nelle altre filiali dove nei giorni precedenti erano stati effettuati i prelievi, acquisendo i filmati di videosorveglianza per risalire a chi, di volta in volta, accompagnava l’ex sindaco allo sportello. Del denaro ritirato, diverse migliaia di euro, non c’è traccia: svanito nel nulla.
Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero in tutto tre persone, tutte di Civitavecchia: due uomini e una donna anziana. Due di loro sarebbero quelli che hanno materialmente accompagnato Moscherini in banca il giorno del tentativo da 150mila euro.
Il primo fronte: l’appartamento di Tarquinia
Non è il primo episodio. Per una vicenda parallela la Procura di Civitavecchia ha già chiuso le indagini e ottenuto la citazione diretta a giudizio di Franco Piersanti, 65 anni, di Tarquinia, al quale Moscherini aveva conferito la procura generale e speciale per stipulare a suo nome «diversi negozi giuridici»: il potere di trattare, vendere e incassare al posto di un uomo che quella firma non era più in condizione di mettere da sé.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Roberto Savelli, Piersanti si sarebbe appropriato delle somme incassate per conto dell’ex sindaco — 180mila euro in tutto — oltre ai beni mobili che si trovavano nell’appartamento di via dell’Alberata, a Tarquinia. Non avrebbe restituito nulla nemmeno dopo la diffida formale del 28 luglio 2024.
Il reato contestato è l’appropriazione indebita aggravata dall’abuso di prestazione d’opera, l’aggravante che il codice prevede proprio per i casi in cui a prendere non è un estraneo, ma qualcuno che si trovava lì per lavorare, assistere, amministrare.
L’udienza di comparizione predibattimentale si terrà il 3 maggio 2027 davanti alla giudice Monica Croci, nel tribunale di via Terme di Traiano. Piersanti, assistito dall’avvocato Daniele Barbieri, è presunto innocente fino a sentenza definitiva: quelle agli atti sono le contestazioni dell’accusa, non fatti accertati.
Il conto bloccato e la tutela
Intanto il Tribunale civile di Roma è intervenuto a protezione di quel che resta del patrimonio: il conto corrente è stato bloccato, con l’autorizzazione al solo pagamento delle utenze dell’appartamento. Lo stesso giudice ha disposto una visita neuropsichiatrica alla quale Moscherini sarà sottoposto; all’esito si procederà alla nomina di un amministratore di sostegno.
Moscherini, nato a San Benedetto del Tronto il 6 maggio 1948, è stato per anni uno degli uomini più influenti del litorale, al centro di ogni partita che riguardasse il porto e la città. Oggi è assistito dagli avvocati Federico Salvatore e Enrico Pierantozzi del foro di Roma e Pierluigi Bianchini del foro di Civitavecchia.

