Due fratelli a capo dell’organizzazione criminale che obbliga giovani nord africani a spacciare nei boschi. Chi non obbedisce subisce di tutto, dalle percosse alle intimidazioni fino addirittura rischia di essere ucciso
VITERBO – Il giovane nord africano gambizzato sabato scorso sui Monti Cimini, attualmente ancora ricoverato nel reparto di ortopedia dell’Ospedale Santa Rosa di Viterbo, sta collaborando con i carabinieri. A sparargli alle gambe sarebbe stato uno dei due fratelli a capo dell’organizzazione criminale che controlla le piazze di spaccio, o meglio i boschi di spaccio, sparsi su tutto il territorio viterbese.
L’uomo ha raccontato agli inquirenti che fu uno dei due fratelli ad uccidere, dentro la fitta boscaglia di Monte Fogliano a Vetralla, il 36enne Abdelkrim Cheheb.
Il corpo senza vita di Abdelkrim Cheheb, 36enne di origine marocchina e senza fissa dimora, fu rinvenuto, sempre di sabato in un riparo di fortuna nascosto tra la vegetazione.
I carabinieri, intervenuti dopo una segnalazione, trovarono l’uomo colpito da più colpi d’arma da fuoco, presumibilmente una pistola. Le indagini, coordinate dalla procura di Viterbo indagarono sull’ipotesi più accreditata legata al mondo della droga. L’area dove è avvenuto il delitto è nota come punto di spaccio, spesso utilizzato da stranieri.
Non solo. Adesso gli investigatori stanno cercando di capire se anche un altro omicidio possa ricondursi sempre alla stessa organizzazione criminale. Qualche anno fa, nei pressi di una pineta vicino a Montalto Marina, fu ucciso un altro pusher con un colpo di pistola allo stomaco sparato da pochi metri di distanza.
Due omicidi e una persona gambizzata ma, come sembra accertato, ci sarebbero stati altri casi di spacciatori feriti da colpi di arma da fuoco che non hanno fatto ricorso alle cure sanitarie convenzionali.
L’immigrazione clandestina incontrollata e il costante aumento del consumo di droghe ha dato alle bande criminali dedite allo spaccio manovalanza a basso costo. Chi entra in questo giro ne rimane imbrigliato. Dal facile arricchimento si ritrovano schiavi e sfruttati da questi nuovi “caporali” che non hanno pietà nel regolare i conti arrivando fino all’omicidio.
Con la testimonianza dell’uomo ferito in ospedale gli inquirenti sperano di poter risalire all’0rganizzazione e assicurare alla giustizia i due fratelli che, al momento, sembrano essere dei fantasmi.

