Droga, denaro e materiale sequestrati dai carabinieri nel 'fortino' sul fiume Cosa

L’indagine è scattata grazie a una serie di appostamenti discreti e pedinamenti condotti nella zona. I militari avevano infatti notato un insolito viavai nei pressi di un’abitazione isolata vicino al corso d’acqua. Per avere la certezza assoluta dell’attività illecita, i Carabinieri hanno prima intercettato e fermato due clienti della zona subito dopo l’acquisto. I due assuntori, trovati rispettivamente in possesso di una dose di cocaina e una di crack, sono stati immediatamente segnalati alla Prefettura.
Una volta blindato il perimetro della struttura, è scattato il blitz. Nonostante le telecamere esterne collegate a monitor interni servissero ai malviventi proprio per prevenire le visite delle forze dell’ordine, l’irruzione dei militari è stata fulminea.
All’interno della casa, tre degli indagati sono stati sorpresi seduti attorno a un tavolo, trasformato in un vero e proprio laboratorio per la cottura e il confezionamento della droga. Alla vista delle divise, due cittadini albanesi hanno tentato una fuga disperata a piedi scalzi lungo il greto del fiume Cosa, ma sono stati rapidamente inseguiti, localizzati e bloccati.

Come detto, in manette sono finiti un 66enne italiano e un 53enne di origini eritree, entrambi residenti a Frosinone, insieme a due cittadini albanesi di 30 e 22 anni.
La posizione di questi ultimi si è notevolmente aggravata alla luce dei successivi controlli sulla regolarità del soggiorno. Il 30enne è stato arrestato anche per la violazione delle norme sull’immigrazione, essendo rientrato abusivamente in Italia nonostante due precedenti espulsioni eseguite nel 2023 e nel 2026. Al più giovane, invece, è stato contestato il reato di immigrazione clandestina. Per tutti e quattro i soggetti si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Frosinone, dove rimangono a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

