CIVITAVECCHIA – Riceviamo e pubblichiamo – Il Coordinamento comunale di Fratelli d’Italia Civitavecchia esprime la più ferma indignazione per quanto accaduto nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, dove si è consumato quello che riteniamo un gravissimo vulnus ai principi democratici, alla trasparenza amministrativa e ai diritti delle minoranze consiliari.
Quattro interrogazioni presentate dal consigliere comunale Giancarlo Frascarelli e rivolte direttamente al Sindaco Marco Piendibene non sono state discusse, nonostante il Sindaco fosse regolarmente presente in Aula e pienamente nelle condizioni di rispondere.
La motivazione addotta – l’assenza degli assessori – appare del tutto pretestuosa. Le interrogazioni erano indirizzate al Sindaco, non alla Giunta. Piendibene aveva il dovere istituzionale e politico di rispondere al Consiglio comunale e ai cittadini. Ha invece scelto di sottrarsi al confronto, trovando nel Presidente del Consiglio comunale un inspiegabile avallo a una decisione che ha finito per ledere una fondamentale prerogativa dei consiglieri comunali, riconosciuta dall’ordinamento e dal Regolamento consiliare.
Esprimiamo la nostra totale solidarietà al consigliere Giancarlo Frascarelli, vittima di un comportamento che consideriamo lesivo non soltanto delle sue prerogative istituzionali, ma anche del diritto dei cittadini a conoscere le risposte dell’Amministrazione sui temi oggetto delle interrogazioni.
È un fatto gravissimo. Se il Sindaco può decidere quando rispondere e quando tacere, e se il Presidente del Consiglio comunale legittima questa scelta anziché garantire il rispetto delle regole, viene compromessa una delle principali funzioni del Consiglio comunale: il controllo democratico sull’operato della Giunta.
Purtroppo non siamo di fronte a un episodio isolato. Da mesi assistiamo a una sistematica compressione degli spazi democratici: limitazione del question time, riduzione dei tempi di intervento, restrizioni alla presentazione degli emendamenti, tentativi di rendere più difficile l’accesso agli atti amministrativi. Oggi si aggiunge un ulteriore tassello: impedire ai consiglieri di discutere le proprie interrogazioni e ottenere le risposte dovute.
È una deriva istituzionale che respingiamo con forza.
Il Presidente del Consiglio comunale dovrebbe essere il garante imparziale delle regole e dei diritti di tutti i consiglieri, non il notaio delle scelte del Sindaco né il parafulmine della maggioranza. Quando viene meno questa funzione di garanzia, si incrina la credibilità dell’intera istituzione consiliare.
Fratelli d’Italia non accetterà mai che il Consiglio comunale venga trasformato in un luogo dove il Sindaco decide, a propria discrezione, a quali domande rispondere e quali ignorare. Le interrogazioni consiliari non sono una concessione della maggioranza, ma uno strumento essenziale di controllo, previsto dalla legge per garantire trasparenza, responsabilità e rispetto delle istituzioni.
Per queste ragioni ribadiamo la nostra piena vicinanza al consigliere Giancarlo Frascarelli e a tutti i consiglieri di opposizione che ogni giorno svolgono con serietà il proprio mandato nell’interesse della città.
La democrazia non può essere governata con il telecomando. Il confronto non si evita, si affronta. Chi ricopre il ruolo di Sindaco ha il dovere di rispondere al Consiglio comunale e ai cittadini, non di sottrarsi alle proprie responsabilità istituzionali.

