CIVITAVECCHIA – Il Comitato “Salviamo il Bosco di Civitavecchia” accoglie con favore le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, sulla dismissione della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord, ma chiede che la riconversione dell’area non avvenga a discapito del patrimonio ambientale realizzato negli anni.
Secondo il Comitato, la fine dell’era del carbone apre nuove prospettive per la transizione ecologica e per lo sviluppo del territorio, con l’auspicio che possano nascere anche nuove opportunità occupazionali. Allo stesso tempo, però, viene espressa preoccupazione per il futuro del cosiddetto “Bosco dell’ex Parco Serbatoi”, che potrebbe essere interessato da nuovi progetti legati alla riconversione dell’area.
“L’eventuale sviluppo di attività alternative, come quelle logistiche, non può tradursi nella cancellazione di un patrimonio ambientale costruito nel tempo”, sottolinea il Comitato.
L’associazione ricorda che il bosco è nato come opera di compensazione ambientale e rappresenta oggi un ecosistema di circa 37 ettari con oltre 11 mila alberi appartenenti a diverse specie della macchia mediterranea, tra cui querce, lecci, pini domestici, cipressi e ulivi.
Secondo il Comitato, si tratta di un investimento complessivo di circa 22 milioni di euro, comprensivi delle attività di manutenzione, che costituisce un’importante barriera verde capace di contribuire alla mitigazione degli effetti dell’inquinamento prodotto dal traffico portuale.
Per questo motivo viene chiesto un chiaro provvedimento di tutela che garantisca la conservazione del bosco nell’ambito del processo di riconversione dell’area di Torrevaldaliga Nord.

