CIVITAVECCHIA – “Sono anni che mi sono trasferita, ma continuo a guardare con interesse ciò che accade nella città che, nonostante tutto, sento ancora un po’ mia”. Inizia così la riflessione di Gigliola Medici, che torna a parlare della sua città e delle vicende politiche che l’hanno caratterizzata negli ultimi anni.
“Una città che non trattiene chi vuole lavorare e costruirsi un futuro, ma che sembra fare di tutto per allontanarlo – prosegue Medici -. Anni di cattiva gestione, passando dal M5S al PD, senza che la situazione sia migliorata. Anzi. Torno spesso perché ho ancora un legame importante con questa città. E ogni volta la trovo peggio: sporca, abbandonata, trascurata e sempre più irriconoscibile.
Medici spiega quindi le ragioni che l’hanno spinta a intervenire, facendo riferimento anche alle recenti dichiarazioni dell’ex sindaco Antonio Cozzolino.
“Per questo ho voluto mandare questo articolo – continua Medici -, leggendo le parole dell’ex sindaco Cozzolino, oggi distante dai grillini, perché la memoria, in certi casi, è decisamente corta. Ma la memoria, per fortuna, non si cancella”.
Da qui parte una lunga riflessione sul Movimento 5 Stelle e sulle vicende politiche degli ultimi anni: “Parliamo dello stesso M5S che era contro la legge Lorenzin e che poi è diventato quello del ‘o ti vaccini o non lavori’. Quello dei delatori, dei vicini da controllare e segnalare. Quello del ‘mai con la destra, mai con il PD’, salvo poi allearsi con chiunque pur di rimanere attaccato alle poltrone. Quello che ha firmato i decreti sicurezza e poi ha mandato Salvini a processo. E parliamo anche di chi, insieme al PD, ha contribuito a sbattermi sui giornali, definendomi una No Vax fascista, e addirittura una ‘delegata’ che, secondo loro, non poteva esserlo proprio perché di destra”.
Poi la rivendicazione, con parole particolarmente dure: “Dimenticavo: ieri come oggi, fiera di essere la vostra ‘No Vax fascista’. E grazie, sì, perché alla fine avete solo reso ancora più evidente ciò che sono. Fiera e orgogliosa di ciò che scorre nelle mie vene”.
Infine, l’affondo rivolto ai partiti: “E allora, cari partiti da due soldi, una cosa ve la dico: se pensavate di intimorirmi, avete sbagliato persona. Non ho avuto paura allora. Figuriamoci oggi. E continuerò a scrivere, a dire quello che penso e a ricordare ciò che molti preferirebbero far dimenticare. Perché la memoria dà fastidio. Soprattutto a chi ha qualcosa da nascondere”.

